L’innovazione disruptive è… una buzz word. Una di quelle parole alla moda che fa fico usare. Vi siete mai chiesti cosa significhi davvero essere disruptive? Noi per capirlo siamo partiti alla volta di Catania, dove ieri si è aperto il Blank Disrupt, di cui Leonardo è ospite.

Ralph Weickel, uno degli speaker che ieri hanno tenuto i workshop della prima giornata di evento (letteralmente presi d’assalto da catanesi e non solo), si è soffermato a lungo su questo concetto partendo da un semplice fatto: Se non ti fai delle domande, non stai imparando nulla.

Durante il proprio workshop Ralph ha proposto un modello di innovazione disruptive basato su quattro parole chiavi:

  • scoperta, che significa imparare, andare in cerca di novità, di qualcosa di diverso e sfidante;
  • sogno, vale a dire la capacità di guardare l’orizzonte e vedere qualcosa che altri non riescono neppure a immaginare;
  • design, ossia le azioni pratiche necessarie per raggiungere quel punto che ci chiama dall’orizzonte;
  • destino, affidato ai network che siamo in grado di creare per supportare le nostre aizoni e mantenere viva la passione per quello ceh facciamo.

Come si diventa disruptive nella vita

Non è che l’innovazione distruttiva, come mi piace chiamarla, sia una cosa riservata a imprenditori e startup. Tutti noi siamo innovatori quando accettiamo la sfida di fare una passeggiata fuori dalla nostra comfort zone, andando alla ricerca di qualcosa che fatichiamo anche solo a immaginare. E d’altra parte, se non riesci a essere tu stesso disruptive, come fai a pretendere di esserlo all’interno della tua azienda?

L’esperienza disruptive si genera a partire da una domanda: Mi chiedo cosa succederebbe se… A produrre la domanda giusta è un processo che parte dall’osservazione, si sviluppa attraverso la creazione di una visione profonda e una piena comprensione (insight), per compiersi nel momento in cui viene riconosciuta e colta un’opportunità.

Per cominciare a essere disruptive occorre allacciare contatti al di fuori del terreno in cui ci muoviamo quotidianamente. Guardare fuori da noi e osservare le cose con gli occhi di altri. Mantenere il focus su quello a cui miriamo. L’innovazione non è un processo, ma il risultato dell’attività di un individuo in quanto persona. L’obiettivo finale non è essere quello che fa meglio una cosa, ma l’unico che la fa.

Innovazione sostenibile

Al contrario, l’innovazione sostenibile, quella messa in atto dalle aziende che oggi dominano il mercato, non è altro che un tentativo di mantenere la posizione con qualche modifica nei punti più esterni, ai bordi, senza toccare la sostanza. Il risultato di questo processo incrementale è spesso la fine di quello che c’era prima, a favore di altri soggetti che si sono mossi in modo disruptive, iniziando da un piccolo mercato. Per rendersene conto basta guardare che fino hanno fatto le aziende che dieci o venti anni fa erano le più capitalizzate. Se rimani all’interno del tuo paradigma perdi la capacità di innovare.

L’importante è dirsi addio

L’aspetto cruciale di questa faccenda è trovare l’abilità e il coraggio di abbandonare quello che finora ha funzionato. Cominciare a chiedersi quali sono le sfide che affrontiamo nel quotidano, sia nella nostra vita privata che in quella lavorativa, e cominciare ad affrontarle in maniera disruptive. Prendersi cinque minuti a fine giornata per ricordare quello che abbiamo fatto e chiederci cosa abbiamo fatto che in realtà non avremmo voluto fare. E cosa non abbiamo fatto che in realtà avremmo voluto fare.

A questo punto diventano fondamentali alcune cose:

  • cominciare a pensare in modo diverso, ribaltando il punto di vista;
  • concentrarsi sul successo e non sul rischio;
  • alimentare le emozioni positive che determinano il nostro coinvolgimento nel raggiungere l’obiettivo;
  • avere chiaro cosa vogliamo fare, non perché ci interessa farlo;
  • seguire le devianze positive, ovvero quelle persone che fanno cose che ci piacciono e vorremmo fare.

Se siete appassionati di innovazione, date un occhio anche al programma del prossimo Codemotion.

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