Sono giorni frenetici per la normativa italiana sul diritto d’autore: ieri, infatti, con una conferenza stampa alla Camera dei Deputati è stata annunciata la firma d’un nuovo decreto che liberalizza le associazioni di tutela del copyright. In estrema sintesi, la SIAE non avrà più il monopolio sui contenuti degli artisti e dei gruppi musicali perché questi potranno scegliere a quale associazione affidarsi. Contemporaneamente, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha annunciato la scrittura del nuovo regolamento.

Sono due provvedimenti importanti per la diffusione dei contenuti multimediali su internet: il primo riguarda soprattutto gli autori, mentre il secondo interessa chiunque abbia un sito web. Mi concentrerò su quest’ultimo perché le novità di AGCOM promesse da Maurizio Decina, neo-consigliere dell’Agenzia, potrebbero aumentare o diminuire ulteriormente la libertà di ridistribuire le opere online. Come ha sottolineato Alessandro Longo su Wired.it, l’intenzione è positiva e il nuovo regolamento è giunto ormai alla terza riscrittura.

Procediamo con ordine. AGCOM aveva iniziato a scrivere un nuovo regolamento in novembre, ma non era stato trovato un accordo sulla bozza: la settimana scorsa è apparsa una seconda scrittura commentata sempre su Wired.it da Guido Scorza che era stata firmata all’unanimità dai membri di AGCOM. Sembrava quella definitiva, però in extremis non è stata approvata perché avrebbe potuto provocare la durissima reazione del popolo di internet. I responsabili dei siti web avrebbero avuto appena 48 ore per rimuovere i contenuti contestati.

La terza e definitiva versione del regolamento, al contrario, dovrebbe unire alla tutela degli autori l’adeguamento della legge alle licenze collaborative come Creative Commons. Siamo ufficiosamente in campagna elettorale e per quanto mi riguarda sono restio a giudicare in senso positivo una normativa che uscirà soltanto dopo le elezioni, ma le premesse sembrano andare nella direzione giusta: a quanto pare non dovrebbero più verificarsi degli oscuramenti giudiziari dei siti web a causa delle opere tutelate dal diritto d’autore.

Longo e Scorza hanno evidenziato negli ultimi giorni due aspetti che condivido e dovranno essere presi in seria considerazione da AGCOM:

  • i provvedimenti sul diritto d’autore sono più rapidi di quelli contro la criminalità organizzata;
  • chi ridistribuisce i contenuti non ha ancora il diritto di difendersi.

Quando il nuovo regolamento riuscirà a risolvere questi problemi potremo sentirci un po’ più soddisfatti. Tuttavia, la questione più importante non sembra essere stata affrontata come avrebbe dovuto. Parlo dello scopo di lucro.

Per esempio, se un blogger pubblicasse un video commentato o sottotitolato a dimostrazione d’una propria critica sarebbe perseguibile come chi distribuisce in peer-to-peer i film al cinema o peggio ne vendesse il DVD completo dopo averlo masterizzato. Che il gestore del sito guadagni o meno dai contenuti pubblicati, è trattato alla stregua d’un criminale: eppure la legge italiana sul copyright scinde il diritto d’autore da quello patrimoniale. Senza lucro e nelle modalità previste, non dovrebbe esserci alcun danno da risarcire.

Photo Credit: Tobias Vemmenby via Photo Pin (CC)