Il diritto all’oblio – ovvero quel diritto che prevede la cancellazione dai motori di ricerca di notizie su una persona inadeguate o non più ritenute idonee – torna ancora a far discutere.

La Cnil, commissione nazionale francese per l’informatica e la libertà, ha condannato Google a pagare una multa di 100 mila euro proprio per non aver rispettato i termini del diritto all’oblio. Da diverso tempo l’istituzione francese per la garanzia del diritto all’oblio chiede che i risultati delle ricerche sui motori di ricerca vengano cancellate dalla rete non solo a livello europeo ma anche su scala mondiale.

Proprio Google viene accusata di rispondere alle dinamiche del diritto all’oblio solo per le sue versioni europee del motore di ricerca, come Google.fr o il nostrano Google.it, mentre fa orecchi da mercante per quanto riguarda le altre versioni, come la più popolare Google.com. Dal canto suo bigG ha chiesto agli organi preposti, come la Cnil, di non pretendere a tutti i costi la cancellazione dei dati online su scala mondiale.

Molto dura la risposta di Peter Fleischer, Senior Privacy Counsel di Google, che ha ha dichiarato in merito alla posizione della Cnil: “Se l’approccio della Cnil fosse accolto come standard per la regolamentazione di internet, ci troveremmo in un meccanismo di corsa al ribasso: il paese più restrittivo detterebbe la misura della libertà di internet per tutti. Riteniamo che nessun singolo Paese dovrebbe avere l’autorità di controllare a quali contenuti è possibile accedere in un altro Paese”.

Il Cnil non ha ovviamente fatto un passo indietro, anzi: ha presentato un’ingiunzione che ha portato a questa prima multa da 100 mila.