Sono confortanti le notizie che arrivano dalle statistiche sulla diffusione dei browser di maggio: Internet Explorer 10 ha superato la somma delle versioni 6 e 7, fra le peggiori tuttora in circolazione. IE s’attesta al 55.99%, il 22.99% del quale è appannaggio di Internet Explorer 8. IE9 ha il 15.39%, una percentuale dovuta probabilmente all’integrazione con Windows Phone 7.x, mentre la versione 10 è arrivata al 9.26%. Forse, ha contribuito la recente disponibilità del browser per Windows 7 sulla quale io ho delle perplessità.

Giudico positiva questa “crescita” di IE10, ma guardo con preoccupazione agli altri dati pubblicati: il 46.19% degli utenti, infatti, continua a utilizzare un browser incompatibile con gli standard. Il 6.03%, che corrisponde a Internet Explorer 6, non può neppure eseguire una libreria popolare come jQuery. Fatico, personalmente, a spiegare l’importanza del design responsivo – più complesso da costruire – a un cliente… quando i consumatori accedono al web da browser obsoleti. Chi sottovaluta il problema? Un po’ tutti, secondo me.

Microsoft è il principale responsabile, però non è l’unico. La pubblicità convince i committenti che i siti siano dei progetti semplici, da assegnare a un qualunque incompetente. Gli utenti sono tradizionalmente ostili al cambiamento, frenando l’innovazione: pensate alla debacle di Windows 8, costretto a reintegrare il pulsante delle versioni precedenti. Magari, gli stessi consumatori acquistano un dispositivo con iOS o Android e pretendono che tutto funzioni allo stesso modo. Chi e come potrebbe intervenire per un cambiamento?

Photo Credit: Kris Krug via Photo Pin (CC)