lekiosk sta per debuttare anche nel nostro paese. Si tratta di un’edicola digitale messa a punto da una ditta francese, disponibile per l’appunto in Francia e anche in Inghilterra. Il CEO di lekiosk è convinto che avrà successo anche in Italia dove però esiste un’alternativa. 

Con parzialità assoluta, ovvero con il punto di vista del fondatore di lekiosk, proviamo a spiegare perché il prodotto francese è meglio di quello italiano, ma per farlo dobbiamo dire due parole sulle origini dell’azienda di Michael Phillippe. 

Michael, a 22 anni, era andato a lavorare in America e aveva voglia di leggere qualche giornale francese. Peccato che non riuscisse a trovarli in nessuna edicola. Era il 2007 e già si poteva parlare di era digitale. Allora il giovane Phillippe parlò del problema con il fratello e alcuni amici e immediatamente misero su una startup.

Sono piovuti finanziamenti, fino a 3 milioni di euro. Trovarono un accordo con molti editori e immediatamente fu un successo. Oggi, lekiosk arriva in Italia con circa 100 testate che fanno parte dei gruppi Mondadori, Hearst, Class Editori e Consé Nast. 

Michael Phillippe non teme la concorrenza di Paperlit, perché è facile da usare, ha un archivio molto ricco e soprattutto ha un interfaccia 3D sviluppata ad hoc da un team di 20 ingegneri. Sul proprio iPad si avrà la sensazione di sfogliare un vero giornale.