Il disegno di legge sulla diffamazione via web è già stato votato alla Camera e ora attende di passare al Senato. La stretta legislativa sulla rete si fa dunque più serrata: non solo il ddl, la Presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, ha annunciato addirittura una costituzione italiana per internet, che detti i principi fondamentali da rispettare.

Le proposte sulla diffamazione sulla rete stanno già scatenando polemiche, soprattutto da parte di chi vede nelle future norme un modo per “imbavagliare” uno strumento che fino ad oggi è stato essenzialmente l’unico campo rimasto libero da quasi tutte le forme di controllo. Ed è proprio su quest’ultimo punto che vorrebbe intervenire la politica, preservando sì la grande importanza della rete ma anche ponendo dei limiti precisi a ciò che è consentito e a ciò che non lo è.

Maxi multe e sospensioni

Le novità principali che potrebbero essere introdotte riguardano la possibilità di richiedere e ottenere rettifiche lampo e maxi multe (fino a 50 mila euro) per le testate che pubblicano online. Ovviamente le ammende salate sarebbero previste soprattutto nei casi in cui venissero diffuse notizie false scritte volutamente (ciò con la coscienza di danneggiare). Per i direttori responsabili delle testate che si macchiassero di tale responsabilità è poi prevista l’interdizione fino a sei mesi e nei casi ancor più gravi anche la cancellazione. Scompare invece la pena detentiva per i giornalisti.

Rettifiche lampo

Per quanto riguarda le rettifiche lampo, il ddl prevede che il direttore sia tenuto a pubblicare gratuitamente un testo base indicato dalla norma stessa, senza aggiungere commenti di alcun tipo. Tali rettifiche vanno pubblicate non oltre due giorni dalla richiesta e devono avere la stessa visibilità della notizia che vanno a modificare. In mancanza di tale ottemperanza, il giudice può comminare una sospensione fino a sei mesi.

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