Twitter è uno strumento molto utile per creare la propria reputazione on line, anche se per certi aspetti on line Twitter non esiste. Infatti tutti tendiamo a usarlo tramite applicazioni per mobile o desktop che ne consentono una migliore gestione. Come usare Twitter però è un tema molto discusso e il consiglio che do sempre è che Twitter non è Facebook, anche se è pieno di bimbiminkia comunque.

Dunque, ieri sera ho letto su Entrepreneur.com un post molto interessante di Lewis Howes con dieci consigli per CEO su Twitter, alla cui base c’era la sottolineatura della necessità per le startup di ingaggiare i propri utenti. Li ho trovati interessanti per chiunque senta il bisogno di curare la propria immagine. Eccoli quindi con il mio commento:

Condividi notizie personali, quelle che daresti ai tuoi amici. Ho detto che Twitter non è Faccialibro, quindi non sono d’accordo. Io mi limiterei alle notizie istituzionali aggiungendo solo ogni tanto un pizzico di vita privata, sottolineandone così l’esclusivita della condivisione. Le info personali sono, appunto, personali.

Condividi errori e lezioni imparate. Concordo, ancora meglio se usando un hashtag ricorrente.

Rispondi alle domande di cui conosci la risposta. Sono d’accordo, ma occorre parsimonia, se no ti scambiano per un customer care, ti seppelliscono di domande e ti accusano di non rispondere a tutti.

Posta link, meglio se accompagnati dalla tua opinione. Senza quella hanno infatti meno impatto sui tuoi follower, sembrano tweet automatici come quelli di qualche sito che fa postare a tutti i propri autori i link di ogni post. Non dimenticate però che link e opinioni contribuiscono a creare la vostra immagine pubblica. Diffidate da chi scrive RT is not endorsement. Howes consiglia di postare solo cose inerenti alla propria attività, io invece non disdegnerei di dare spazio a qualche hobby e cose spiritose per dimostrare che dietro al vostro account c’è un essere umano.

Posta immagini e cose inusuali. Eccolo appunto. Se una cosa vi ha colpito potrebbe colpire pure me. Ribadendo però che Twitter is not Facebook e quindi non esagerate, un paio di cose simpatiche al giorno ci stanno, di più diventate molesti. Meglio ancora se postate prodotti originali od oggetti che vi inspirano. Con moderazione, ribadisco, altrimenti avete sbagliato social e dovevate affidarvi a Pinterest.

Perle di saggezza. Senza banalizzare, come ho già scritto nel post dedicato a come aumentare i follower senza rubare, se condividi riflessioni interessanti o tips&tricks la gente ti ritwitta e ti segue perché la saggezza è una rarità.

Pubblicità interessanti, che si possono incontrare per la strada e catturano la vostra attenzione. Direi di no, io personalmente tendo a defolloware chi spamma pubblicità a chi non sono interessato normalmente, figuriamoci su Twitter.

Acquisti interessanti e divertenti. Howes suggerisce di condividere i nostri acquisti di prodotti interessanti. Io mi limiterei a quelli che hanno a che fare con il nostro ambiente di lavoro e qualche chicca. Stimolare la conversazione su questi prodotti non credo sia molto Twitter friendly, fa molto vip pagato per farlo.

Perle di saggezza e citazioni che non c’entrano con il mondo del lavoro, ma che siano legate al modo in cui si ottiene successo. Non mi limiterei a questo tema, ma direi che è sicuramente una cosa interessante.

Parla del tuo lavoro e linkalo. Chiaramente, è il modo migliore per attrarre persone che hanno i nostri stessi interessi e raccontare agli altri quello he facciamo. Come prima, credo che vada fatto con parsimonia, postando solo il meglio di quello che facciamo e non solo cose nostre, ma anche di colleghi e amici che hanno a che fare con il nostro lavoro.

photo credit: The Daring Librarian via photopin cc