Da qualche giorno ho cominciato a giocare a Dengen Chronicles: oltre a rimanere piacevolmente colpito da un gioco di stampo così ben fatto e così ben congegnato sia dal punto di vista delle feature che del gameplay orientaleggiante, ho approfittato della mia seppur piccola esperienza con questo gioco per contattare lo sviluppatore Raffaele Gaito, che fa parte del team di Mangatar, e farmi raccontare un po’ di cose sul gioco, su di lui, e sugli sviluppi futuri di Dengen Chronicles.

Visto che non avevo foto di Raffaele ad alta risoluzione a portata di mano, ho preferito offrirvi il suo volto manga, visto che la sua cultura, come la mia, è immensamente impregnata di Giappone. Godetevi l’intervista.

Ciao Raffaele, cominciamo: quali sono i tuoi manga e anime preferiti? E che cos’hai invece adesso sul comodino?
In realtà non sono un grande lettore di manga. Ho sempre preferito gli anime. L’ultima cosa che ho letto e che mi è veramente piaciuta è Death Note. Per quanto riguarda gli anime la lista sarebbe molto lunga ma se devo scegliere un solo nome dico decisamente Dragon Ball. Ci sono cresciuto con Dragon Ball, da prima che arrivasse su Italia Uno. E, di fisso, lo guardavo ogni volta che veniva trasmesso. Per dirla tutta, ero così in fissa con Dragon Ball che quando ero ragazzino il mio primo approccio con il web e con la programmazione è stato un sito web su Dragon Ball. E all’epoca era anche uno dei più visitati d’Italia. In questo momento sul mio comodino (che non ho) c’è “Cecità” di José Saramago. Era nella lista di “quelli da leggere” da un po’ di tempo e finalmente ho trovato il tempo di iniziarlo.

Descrivimi la tua workstation: software che usi, hardware a cui ti affidi, portafortuna che hai sulla scrivania…
L’hardware è molto semplice: un mackbook 13″ con uno schermo esterno. Non sono mai stato particolarmente fissato per l’hardware. Per quanto riguarda il software: Sublime Text è ormai il mio editor preferito e penso che difficilmente riuscirei ad utilizzare altro. Come browser sono legato al caro vecchio Firefox che pieno zeppo di add-on mi permette di sviluppare al meglio. Poi ci sono un po’ di software di supporto come SourceTree (per GIT), CyberDuck (per FTP) e alcune utility indispensabili come Evernote, Dropbox, ecc.
Portafortuna nessuno, non sono scaramantico. Quello che però non deve mai mancare sulla mia scrivania è: la pallina antistress da programmatore, fogli e penne a volontà per prendere appunti, cuffie per la musiche e, solo ogni tanto (giuro), birre e patatine.

Quali evoluzioni prevedete per Dengen Chronicles? Vedremo qualche aggiunta a breve?
Ci sono un bel po’ di novità in arrivo per Dengen Chronicles. Sulla versione attuale stiamo studiando parecchio i comportamenti degli utenti e facendo un lavoro di tuning sull’economia del gioco e sulle meccaniche principali. A brevissimo faremo qualche modifica sulla UX e sulla parte iniziale (iscrizione + tutorial). Poi ci sarà il grosso step delle versioni mobile. Per noi sarà fondamentale l’arrivo sulle principali piattaforme mobile e, dopo la bella esperienza in Finlandia presso AppCampus, la prima app ad essere rilasciata sarà quella per Windows Phone 8.

Avete un calendario fitto di eventi per le prossime settimane. Andrete per fare principalmente fundraising o networking?
Entrambi! Uno startupper fa sempre networking, anche quando è in fila al supermercato. Quindi sfrutteremo sicuramente questi eventi in giro per l’Europa anche per fare networking. La ricerca di potenziali partner all’estero è in cima alla nostra lista delle priorità. Allo stesso tempo, però, stiamo iniziando con una nuova fase di fundraising e, di conseguenza, questi eventi saranno importanti anche per capire l’interesse di eventuali investitori stranieri sul nostro progetto.

Non solo Dengen Chronicles: avete in mente di lavorare ad altri titoli da qui a qualche anno? Quali sono i generi videoludici che vi ispirerebbero di più?
In realtà abbiamo già un paio di progetti su carta! E sicuramente non è una questione di anni, ci auguriamo di riuscire a rilasciare qualche altro titolo molto prima! Come generi ti posso dire che proveremo qualcosa di più casual, soprattutto per testare un paio di idee interessanti che ci sono venute in ambito mobile.

Visto che siamo in tema, ultima domanda: i tuoi videogiochi cult?
In me convivono due anime: una da retro gamer e una da casual gamer. Quella da retro gamer mi spinge a giocare di continuo a giochi di qualche decennio fa. Ti dico solo che io e il mio socio Michele qualche giorno fa, in pausa pranzo, abbiamo finito Metal Slug X su un cabinato che ha costruito lui! Quella da casual gamer, invece, mi fa scaricare (e testare) di continuo nuovi giochi sull’iPhone. Ma questo ormai lo considero parte del lavoro. Ad ogni modo, uno degli ultimi con i quali sono andato veramente in fissa è “Dead Ahead”, un endless runner dove bisogna sfuggire agli zombie a bordo di una vespa.