Dell ha comunicato l’uscita di Ophelia, una “chiavetta” con Android 4.x da connettere ai televisori via HDMI, per luglio: costerà $100. Il device era stato presentato in anteprima al CES 2013, ma non ne avevamo parlato. Se non abbiamo dato enfasi alla notizia c’è un motivo, che spiego subito. Ophelia è un dispositivo inutile per la maggioranza dei consumatori e persino i professionisti, cui pure è rivolto, potrebbero considerarlo tale. Qual è il senso di portare Android sulle TV, usando mouse e tastiera collegati via Bluetooth?

Il prezzo è un aspetto molto interessante. Ophelia offre 8Gb di spazio che sono espandibili via MicroSD per un device equipaggiato con dual-core da 1.6Ghz (più di quanto abbia un Raspberry Pi, per inciso): le caratteristiche sono discrete e la “chiavetta” dovrebbe includere Android 4.1.2 o superiore. Perché, allora, non la considero appetibile? I problemi sono essenzialmente due. Il primo è nell’obbligo di ricorrere ai servizi in cloud computing di Dell Wise, mentre il secondo riguarda l’interfaccia-utente del sistema operativo.

Ophelia è un progetto costruito appunto da Wise, una divisione di Dell che gestisce l’infrastruttura per il cloud computing delle grandi aziende: il device è predisposto all’interazione coi thin client che installano Citrix o VMware ed è inutilizzabile, senza applicazioni dedicate. Android, peraltro, è un sistema operativo concepito per il multi-touch e non ritengo che mouse e tastiera ne garantiscano l’usabilità. Secondo me, Dell avrebbe dovuto puntare su Chromium OS, esattamente come Intel per i nuovi convertibili annunciati.