Dell, il terzo produttore mondiale di computer, sarebbe in trattativa con due società per abbandonare la borsa e tornare a essere un’azienda privata: le indiscrezioni, paradossalmente, ieri hanno portato il titolo a chiudere al +12.96% sul NASDAQ. Non è la prima volta che Dell “minaccia” di lasciare i mercati finanziari perché già nel 2010 il CEO e fondatore Michael Dell aveva valutato senza successo quest’opzione. La società ha raggiunto venerdì un valore di $18.9 miliardi e stenterebbe a trovare degli investitori interessati.

Bloomberg sottolinea che Dell subisce la pressione degli azionisti, come tutte le società quotate, nel rendiconto trimestrale e l’uscita dalla borsa potrebbe favorire il rilancio di desktop e laptop che non vendono più quanto nell’ultimo decennio. Nessuno ha considerato le difficoltà burocratiche: negli Stati Uniti, la quotazione è obbligatoria al superamento di determinati traguardi. Per esempio, il totale dei dipendenti che aveva portato Facebook a Wall Street. Non sono un economista, ma evidentemente esistono delle eccezioni.

La valutazione di Dell è indicativa del nuovo rapporto delle imprese con la borsa. Zynga e Facebook hanno ritardato l’ingresso il più possibile, Twitter non è ancora quotata e le società di Wall Street adotterebbero qualunque espediente per abbandonare il NASDAQ. Seagate aveva fallito nello stesso tentativo. La crisi dei mercati finanziari colpisce i consumatori e danneggia le società: tornare alla capitalizzazione privata sembra una soluzione appetibile per molte aziende. La new economy pare un capitolo definitivamente chiuso.

Photo Credit: Dell via photopin (CC)