Dell ha annunciato che, negli Stati Uniti, individui e imprese potranno effettuare gli acquisti online in Bitcoin per i prodotti del catalogo: una scelta interessante, allineata alle tendenze del continente americano, che non mancherà di convincere altre società a fare altrettanto. La moneta virtuale – nonostante i rischi che può comportare – è sempre più popolare oltreoceano e sarà inevitabile che anche il mercato europeo la prenda in considerazione per le transazioni effettuate su internet. Chi sarà il prossimo ad accettarli?

Non un’azienda europea finché la EBA non darà il via libera alla valuta crittografica: in Italia è sbarcato Robocoin [vedi gallery] che permette d’acquistare o vendere Bitcoin dal Bancomat, ma l’Unione è scettica e sconsiglia le banche — sollevandosi da qualunque responsabilità, in caso di problemi. È un atteggiamento ostile che nelle ultime settimane ha riguardato pure il diritto all’oblio, vero o presunto che sia, e gli acquisti in-app nelle applicazioni gratuite. Qual è la scelta più responsabile? Chi ha ragione sulla moneta?

Apple ha iniziato una timida manovra d’avvicinamento ai Bitcoin, accettando su App Store le applicazioni che consentono di gestirli su iPhone: aumentano le possibilità d’utilizzare la valuta per gli acquisti online e Dell ha optato per appoggiarsi a Coinbase — fra i portafogli ritenuti più attendibili. L’Europa, al contrario, resta a guardare e non sembra intenzionata ad accettare la moneta come uno standard di fatto che andrebbe normato a beneficio di tutti i consumatori. La strada per l’adozione definitiva è ancora in salita.

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