Delicious? Ma… esiste tuttora? Sì, e funziona discretamente bene. AVOS – una società fondata dai creatori di YouTube – l’ha acquisito da Yahoo! e, provando a rinnovarlo, sperimenta un inserimento d’annunci pubblicitari: il problema è che la piattaforma non serve più a nessuno, se non a chi non ha mai smesso d’utilizzarla. Le nuove API (Application Programming Interface) obbligano ad autenticarsi con una connessione sicura, che è un bene, però dubito che i banner basteranno a mantenere il business del sito di social bookmarking.

È un po’ come FriendFeed, che Facebook s’ostina a tenere in vita — perché ha una solida base d’utenti che continuano ad accedervi, nonostante sia giusto l’antesignano di Google+. Se sei molto giovane, magari non avevi mai sentito nominare nessuno dei due. Sono dei servizi che fecero la storia del cosiddetto web 2.0 e, ormai, hanno perso il proprio fascino come quella definizione. Sarebbe più interessante, da questo punto di vista, considerare il problema della exit strategy che non è affatto soltanto una soluzione da startupper.

Supponiamo che un servizio chiuda come potrebbe succedere a FeedBurner ed è avvenuto con Google Reader: come recupereresti i tuoi dati e dove li salveresti? È una domanda che dovresti porti, perché nulla è eterno sul web. Delicious – insieme a Flickr, che Yahoo! ha comunque tutelato, e altri social network più o meno popolari – potrebbe avere i giorni contati. La mia soluzione è Evernote, nonostante abbia una funzione un po’ diversa, poiché aggiunge un valore ai link che conservo. Trova sempre un’alternativa a ciò che utilizzi.