La scorsa settimana mi sono iscritto a un nuovo servizio: Zirtual. Si tratta di una figura moderna di assistente personale che va oltre all’assistente vocale a cui ci hanno abituato Apple con Siri e Google con Google Now (nel link trucchi per usarlo a cura di Alessio Biancalana). Zirtual è un vero e proprio assistente personale, solo che è virtuale e si trova dall’altra parte del mondo.

Dunque in questo caso Zirtual non legge le nostre informazioni e si prepara a risponderci sulla base di queste, ma molto più semplicemente riceve istruzioni da noi, le elabora, trova soluzioni alle nostre richieste e ci fornisce le risposte adeguate. Quando ti registri per Zirtual devi compilare un questionario con informazioni sulla tua vita, il tuo lavoro e le tue necessità. Sulla base di queste vieni matchato con un assistente dedicato. Si tratta quindi di una specie di Taskrabbit, solo che anziché affidare le cose da fare a persone sempre diverse, con Zirtual abbiamo a disposizione un assistente personale.

Di solito si tratta di studenti appena usciti dal college. Per ora ne sono stati assunti un centinaio. Gli assistenti virtuali sono in grado di organizzare incontri, arrangiare il calendario, prenotare viaggi e alberghi, compiere ricerche e altri compiti simili. Fondata a San Francisco, Zirtual ha già clienti fra i dipendenti di Google, TedX, Zynga, Standford e YCombinator.

La formazione di Zirtual è, come dire, a carico nostro. Tocca a noi infatti informare il nostro assistente sui nostri bisogni e le nostre preferenze subito dopo che siamo stati matchati con questo. Dall’altra parte dell’Oceano l’assistente virtuale si occuperà di fare ricerca e trovare soluzioni. Certo una volta fatto per uno potrà riutilizzare gli stessi meccanismi per altri. Diciamo per esempio che debba comprare dei biglietti del treno. Una volta creato l’account e dovendo comprare dieci biglietti per dieci clienti diversi, l’assistente procede e poi si limita a inviare il risultato. O almeno io immagino che il servizio funzioni così.

Per interagire con il nostro assistente virtuale abbiamo a disposizione mail e numero di telefono, rigorosamente americano. Gli assistenti sono disponibili dalle 9 alle 18. Mi ha spiegato l’account manager Joanna Cohen che al momento non ci sono piani per portare il servizio in Italia. Quindi se qualcuno volesse trarne spunto, non credo che sarebbe una cattiva idea.

La startup americana ha già ricevuto due milioni di dollari di finanziamento per sviluppare il servizio e fra i propri investitori annovera il CEO di Zappos. Per il cliente il costo va dai 200 ai 1000 dollari al mese, per un range di ore di assistenza che va da 10 a 50 al mese. La cifra spesa dovrebbe corrisponde circa alla metà di quello che costerebbe un vero assistente