Ok, lo so, sei in difficoltà. È successo a tutti e non sarai mica l’ultimo. Pensavi che il Mac fosse magico e quando l’hai aperto ti sei reso conto che è un computer come tutti gli altri e tu sei stato maledettamente schiavizzato da Windows nel corso della tua vita e oggi non ce la fai, non ci riesci, non capisci. Calma, mantieni la calma, fra un paio di settimane sarà tutto diverso. Il trucco è fare tabula rasa: nulla è più come prima, sei di nuovo bambino e di nuovo devi imparare ad andare in bicicletta. Siccome i pedali ce li abbiamo avuti tutti, ci sono qui io per darti una mano.

Queste sono le basi, i punti di partenza, il salvagente a cui aggrapparti se stai per sbattere il tuo nuovo Mac contro il muro.

Dock e menu: è la parte più facile. Nel dock ci metti le app che usi più di frequente, le altre le lasci pure nella loro cartella. Per aprire un’app cliccaci sopra. La menu bar si adeguerà e mostrerà il menu dell’app. Ti basterà cliccare sul desktop per tornare al menu “normale”, che poi è quello dell’app Finder, dove ci sono tutte le tue cartelle e i tuoi file (se ne vuoi vedere una preview ti basta selezionarli e cliccare la barra spaziatrice, per rinominare ti basta cliccare invio una volta che hai selezionato il file). Se hai bisogno di aiuto, ogni app ha una voce del menu aiuto in cui puoi cercare quello che ti serve e ti verrà mostrato dove si trova all’istante.

Spotlight: Se non trovi un’app puoi fare così: tieni premuto CMD e clicca la barra spaziatrice. Ti si aprirà Spotlight e allora ti basterà digitare le prime lettere del nome dell’app che vuoi aprire e dare invio. In Spotlight puoi cercare tutto e fare anche calcoli. Se vuoi di più puoi installare gratuitamente Alfred 2 che con delle combinazioni simili ti permetterà di cercare su Google, Amazon, Wikipedia o Facebook, tradurre una parola, usare il dizionario e mille altre cose. Sarà come dopare Spotlight.

Copia, incolla etc: il tasto CMD si sostituisce a Control in tutte le occasioni, e anche in parte a Start. Con il CMD acquisti poteri magici: ti consiglio di imparare subito gli shortcut da tastiera più utili perché capirai col tempo che il mouse è roba da Windows. In quasi tutte le app ci sono queste scorciatoie: per scoprirle non devi fare altro che consultare il menu.

Finestre: per mettere una finestra a tutto schermo devi cliccare sul simbolo delle frecce in alto a destra. Se clicci sul “+” verde in alto a sinistra la finestra verrà ridimensionata per mostrare in modo adeguato il contenuto che stai vedendo. Con il “-” giallo la rinchiudi nel dock, con la “x” rosso la nascondi. Se clicchi sull’icona dell’app questa torna visibile.

Scroll naturale: ci vogliono tre giorni per abituarsi. Poi è una goduria. Nelle preferenze di sistema abilita tutte le funzioni speciali del mouse e del touchpad, me ne sarai grato. Se ti sforzi un po’, riuscirai a prendere gli oggetti e trascinarli semplicemente toccandoli con tre dita e passerai da un’app all’altra sfiorando il touchpad con quattro dita (puoi sempre usare CMD + Tab in alternativa). Tempo due mesi, la prima volta che prenderai in mano un PC ti chiederai come si usa.

Cestino: oltre a ricoprire la funzione di cestino vero e proprio, funziona da strumento per disinstallare app e rimuovere USB e CD in modo sicuro. Basta che ce le trascini dentro. In realtà per fare piazza pulita di tutti i file legati a quell’app ti consiglio di installare App Cleaner e fare affidamento su quello, che rimuove proprio tutto. Perché ad Apple non abbiamo ancora risolto questa cosa è un mistero: i file di configurazione dell’app che avevi installato non vengono cancellati, in caso cambiassi idea.

Tasto destro del mouse: puoi abilitarlo facilmente dalle preferenze di sistema, ma per il touchpad ti consiglio di usare l’impostazione di default, vale a dire tap con due dita. Ti ci abitui in 24 ore.

Cancellare caratteri e parole: sinceramente non mi ricordo neppure come funzionava su Windows, ma ricordo bene che all’inizio fu una tragedia. Sul Mac il tasto delete, in altro sopra all’invio, cancella il carattere alla sua sinistra. Il motivo è semplice: di solito cancelli quando hai sbagliato a scrivere qualcosa e lo fai tornando indietro. Se devi cancellare qualcosa che sta alla destra del cursore basta tenere premuto FN e poi cliccare delete. Aggiungendo a delete ALT (detto “Opzione”) o CMD puoi cancellare l’ultima (o la successiva con FN) parola o riga.

Salvare: mi ero dimenticato di questa cosa. Su Mac non serve più salvare (quasi) nulla. I file vengono mantenuti all’ultima versione. Se per esempio apri un documento, ci lavori e poi chiudi inavvertitamente l’app, quando la riapri lo troverai lì ad aspettarti, come l’hai lasciato. Anche se nel frattempo hai spento il Mac. Attento però: quando usi una nuova app controlla che supporti questa funzione (oramai lo fa il 99 per cento, ma c’è ancora in giro qualcosa di vecchio e non aggiornato). Se il Mac si pianta (non succede quasi mai, ma dovesse mai) tieni premuto il bottone dell’accensione fino a che non si spegne. Riavvia e troverai tutto quello su cui stavi lavorando fino a un secondo prima. E se vuoi tornare indietro nel tempo, cerca nel menu File la voce Ripristina (Revert To) e viaggia attraverso i vari salvataggi dei tuoi documenti.

Screenshot e modifica immagini: Per fare degli screenshot ti rimando alla guida per gli shortcut. Per le immagini, non c’è nulla di più semplice: cliccaci sopra, ti si aprirà l’app Preview nella quale puoi ritagliare e modificare le foto. Se vuoi uno strumento un po’ più potete punta su Seashore, una specie di Photoshop open source sviluppato apposta per Mac. È vecchio, ma va ancora alla grande.

Dischi esterni: qui viene la grana. Il Mac non legge nativamente i dispositivi formattati in NTFS. Per farlo hai bisogno di installare un piccolo software open source. Per farlo ti rimando alla guida per leggere e scrivere su HDD con Lion e Mountain Lion.

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