Samsung ha spedito una lettera ai distributori italiani, che poi hanno contattato gli organi di stampa, per annunciare gli aumenti sui prezzi dei dispositivi in listino causati dall’introduzione dell’equo compenso da copia privata. La società sudcoreana segue l’esempio di Apple, che rincarando gli iPhone – e molti altri device – ha provocato una dura reazione della SIAE: la Società inizierà a regalare anche i Galaxy S5, adesso? È evidente che a farne le spese siano i consumatori che per Dario Franceschini dovrebbero ribellarsi.

Indicativo che dopo una “guerra” a colpi di brevetti [vedi gallery] la nota di Samsung giustifichi l’atteggiamento di Apple e non le proteste della SIAE: una multinazionale non può permettersi delle perdite, per quanto possano essere contenute — e sono appena stati pubblicati i dividendi. Abbiamo sempre sostenuto che la ricaduta dell’approvazione delle nuove tabelle per l’equo compenso in Gazzetta Ufficiale sarebbe stata sul consumatore, com’era ampiamente prevedibile, e non stupisce che altre aziende debbano aumentare i prezzi.

È intuibile che, nelle prossime settimane, tutte le imprese del settore adottino la stessa politica di Apple e Samsung. Un rischio che la rete aveva già previsto, avvertendo il Ministro e sottoscrivendo delle petizioni per evitare l’aumento della pressione fiscale e i conseguenti rincari: la SIAE darà battaglia anche ai Sudcoreani a colpi di tweet e comporrà delle liste di proscrizione di quanti li seguiranno? Quello della Società e del Governo sembra un atteggiamento infantile e improduttivo che nega le proprie responsabilità.

photo credit: John.Karakatsanis via photopin cc