Come dovreste già sapere, Reader chiuderà dal 1 luglio prossimo: molti sono stati costretti a trovare delle alternative, alcuni facendo a meno degli RSS. Io non riesco proprio ad abbandonare i feed e perciò ho deciso di passare a Feedly che negli ultimi giorni ha avuto 500.000 nuove iscrizioni ed è diventata la prima applicazione gratuita per i download da iTunes e Google Play. Devo ammettere che la transizione non è stata così “traumatica”, però le abitudini sono dure a morire e il passaggio potrebbe dare delle preoccupazioni.

Inizio dall’unica nota dolente: Feedly è soltanto in inglese e, seguendo gli aggiornamenti ufficiali, non sembra che i programmatori abbiano intenzione di tradurlo a breve. Fra le opzioni è possibile indicare la lingua preferita, ma a quanto pare riguarda i feed aggregati e non l’interfaccia web o le applicazioni. È una caratteristica comune a molte app e, personalmente, la detesto. Sarei addirittura disposto a collaborare alla traduzione, qualora fosse possibile. È un impegno che ho già onorato su Facebook e Twitter in passato.

Superato l’ostacolo linguistico, iscriversi a Feedly e importare le fonti d’informazione da Reader è semplicissimo. Concessa l’autorizzazione ad accedere ai dati salvati nel profilo di Google, Feedly trasferisce automaticamente tutte le iscrizioni: il problema maggiore è quello di capire come gestirne la lettura. Potete cominciare installando l’estensione su Chrome, Firefox o Safari e scaricare una delle applicazioni gratuite per iOS oppure Android. Non sembra, purtroppo, che Windows Phone e BlackBerry siano tuttora supportati.

Se non volete preoccuparvi troppo delle impostazioni, potete cliccare immediatamente l’icona di Feedly dal browser o scegliere la scheda LATEST sull’applicazione per visualizzare una lista degli ultimi aggiornamenti dai feed in ordine cronologico. Una barra laterale a comparsa permette di navigare fra le categorie importate da Reader o passare a differenti modalità: TODAY, ad esempio, somiglia molto alla pagina principale del lettore di Google. SAVED è un equivalente dei contenuti preferiti, illuminando la “stellina” su Reader.

Feedly implementa dei tasti di scelta rapida e permette la personalizzazione completa della visuale: passare dalla lista per titoli all’impaginazione a mosaico è immediato e intuitivo, grazie alla disponibilità delle piccole miniature che offrono subito l’anteprima delle modifiche. Le Views selezionabili sono sei e possono essere diverse a seconda degli indici consultati. Non hanno lo stesso significato i THEMES perché cambiano giusto il colore dello sfondo. Io ho preferito lasciarlo in bianco per avere un contrasto più elevato.

È possibile aggiungere, modificare o cancellare le sottoscrizioni da qualunque pagina: i checkbox delle categorie somigliano a quelli di Reader, come i moduli per inserire nuovi feed. Potete sperimentare varie configurazioni in pochissimo tempo, mentre cercate di capire quale sia la soluzione più adatta. Una caratteristica davvero apprezzabile è l’accento sui contenuti, perché Feedly ha un layout minimalista e non aggiunge troppi elementi grafici agli articoli aggregati. La maggioranza delle impostazioni, infatti, è a comparsa.

Il valore aggiunto di Feedly è proprio nelle PREFERENCES. Potete sempre ignorarle e avere comunque un’esperienza molto duttile, ma personalizzarle significa ottenere un prodotto davvero eccezionale. Oltre alla scelta della modalità di visualizzazione e della pagina principale predefinite, potete controllare l’apparizione del widget sul browser oppure cambiare i colori dei link consultati o ancora da visitare. Definire la spaziatura dei contenuti oppure scegliere dopo quanti secondi l’articolo debba essere considerato già letto.

Ulteriori impostazioni consentono di scegliere quali social network utilizzare per condividere le letture e se integrare o meno i commenti da Facebook, gli aggiornamenti di stato da Twitter oppure immagini e video da Flickr e YouTube. Non tutte le preferenze sono così intuitive perché alcune richiedono d’inserire delle combinazioni testuali scarsamente predicibili. Se volete ottenere degli aggiornamenti dai titoli di borsa è sufficiente scriverli in sequenza, separati da una virgola, però diversi altri moduli sono più elaborati.

Col senno di poi avrei potuto scegliere Feedly molto prima dell’annuncio della chiusura di Reader. M’infastidisce soltanto la disponibilità esclusiva della lingua inglese: spero che la popolarità acquisita di recente dall’applicazione possa convincere gli sviluppatori a porvi rimedio. Non diminuisce l’utilità del servizio, ma è un aspetto sul quale non transigo. La grande quantità delle fonti d’informazione che devo gestire mi terrà impegnato per giorni. Forse, sarebbe stato preferibile partire da zero anziché da Google Reader.

Schermata di Feedly (2 di 4) Schermata di Feedly (3 di 4) Schermata di Feedly (4 di 4)