Si parla molto di cyberbullismo e di sexting (scambio di materiale pornografico amatoriale tra ragazzi), e i genitori non sanno come gestire questi fenomeni, anche perché per molti adulti la rivoluzione tecnologica consiste nello scoprire che il loro portachiavi in realtà è una chiavetta usb. Queste dinamiche, che a volte portano a brutti fatti di cronaca, partono dal selvaggio mondo dei cosiddetti bimbiminchia, termine dispregiativo usato per indicare i giovanissimi utenti dei social, che hanno l’inconsapevolezza dei ragazzi insieme al potere incontrollabile del web. Questi ragazzi, infatti, usando i social network possono facilmente far circolare foto, video e roba compromettente sui loro coetanei con un’efficacia imbarazzante, una macchina del fango per adolescenti forse peggiore di quella degli adulti.

Nei social, un fatto di gossip crea sempre un vespaio enorme che nasce, cresce e finisce in poco tempo. La cosa, però, non è vista allo stesso modo da un adolescente: una voce che circola su internet per un ragazzo o per una ragazza potrebbe essere terribile, e non importa se domani o tra una settimana nessuno se ne ricorderà più. Il ragazzo potrebbe prenderla male e fare un gesto estremo adesso, subito, senza ragionare, mentre i genitori non hanno nemmeno capito di che si tratta. Ora, invece che fare la solita morale o diffondere paura e allarmismo, voglio provare a dire qualcosa ai genitori e ai ragazzi.

Genitori, se vi siete presi l’impegno di fare un figlio e crescerlo nel XXI secolo, allora, per Dio, svegliatevi. Quello strano telefonino che avete regalato a vostro figlio non è un giocattolo costoso, ma uno strumento di comunicazione, e si chiama smartphone perché è più intelligente di voi.

Lo so che da ragazzi voi avevate solo il calcetto, le bambole e i cartoni animati, ma i vostri figli hanno i social network, comunità nazionali e internazionali di migliaia di persone dove scambiano di tutto, messaggi, canzoni, foto, video, e interagiscono tantissimo, formano fazioni, si fanno centinaia di amici e di nemici. In un ora loro stabiliscono più relazioni e contatti di quanto riuscirete a fare voi in una settimana, e tutto questo potere lo gestiscono con la lucidità di un dodicenne. Non potete permettervi il lusso dell’ignoranza con le tecnologie e i social, perché sono parte integrante della vita dei vostri figli. Con questi mezzi, loro hanno scoperto il sesso già da un pezzo, e per loro un video porno è un gioco come un altro. Genitori, non aggiungo altro: avete un cervello e dei pollici opponibili. Usateli.

Quanto a voi, ragazzi, non farò il solito polpettone, tanto questo articolo neppure lo leggerete. Potrei dirvi di stare attenti al materiale che mettete su internet, ma ve lo dicono già in tanti, e comunque capirete questi errori solo dopo averli commessi. Potrei dirvi di lasciar stare la pornografia, ma date le vostre tempeste ormonali sarebbe quasi ridicolo. Voglio dirvi, invece, com’era la mia vita quando avevo la vostra età: ero balbuziente, avevo un doppio apparecchio fisso ai denti, avevo dei genitori che erano sempre al lavoro, dei professori incapaci e giusto uno o due buoni, tanti amici inutili (anche senza social) e giusto uno o due buoni. Ero un piccolo sfigato sensibile ed emotivo, e tutto quello che mi capitava mi sembrava una tragedia. Volete sapere cosa facevo per tirare avanti? Bè, invece che angosciarmi per ogni cosa, cercavo di buttarla a ridere.

Quando qualcuno ce l’ha con voi, e trova il modo di rovinarvi la vita, e vi mette contro tutto il mondo, la cosa più efficace che potete fargli non è riempirlo di botte o vendicarvi e fomentare la sua rabbia: è spiazzarlo con l’ironia. Dentro e fuori dalla vostra scuola, su internet, in tutto il mondo, c’è un sacco di gente che non vede l’ora di farvi incazzare, gente che non merita la vostra ansia o la vostra serietà, gente che va affrontata non prendendola di petto, non con la cattiveria, non giocando a chi è più duro, perché così gli farete un favore. È gente che fa ridere, quindi voi dovete trollarli, ridere di voi e di loro, rovinargli la festa e non prendere mai sul serio il loro gioco. Se imparerete a non buttarla in tragedia, a risolvere le situazioni con ironia e a ridere per primi, vi giuro che nessuno avrà potere su di voi.

Gli angeli volano perché si prendono alla leggera. (Gilbert Keith Chesterton)