CyanogenMod è la più popolare Read-Only Memory (ROM) di Android mai realizzata: ha circa 8 milioni d’utenti, contando soltanto chi ha deciso di condividere i propri dati coi manutentori del progetto. Avendo raccolto $7 milioni da Benchmark Capital e Redpoint Ventures, la ROM diventerà un fork del sistema operativo – paragonabile a quello di Amazon, per intenderci – che ambisce al terzo posto sul mobile, dopo Google e Apple. L’obiettivo non è poi “esagerato”, considerando la crisi di BlackBerry e la vendita di Nokia a Microsoft.

Sono sempre pronto a “bocciare” i progetti come Jolla oppure Newkia, perché ritengo che – se persino due multinazionali come BlackBerry e Nokia hanno fallito del tutto o in parte – sia sciocco investire in progetti che riprendono e mischiano fra loro degli elementi già accantonati, specie quando devono ricorrere alla compatibilità con Android per emergere. CyanogenMod è un discorso diverso, perché lo sviluppo della ROM non obbliga a produrre dei nuovi device e l’esperienza-utente è garantita dalle funzioni del sistema di Google.

Insomma, CyanogenMod potrebbe essere perfetta per gli “smanettoni” e utilizzabile da chi non avesse la disponibilità economica per continuare ad acquistare nuovi tablet o smartphone: la ROM prevede delle opzioni avanzate che Android non abilita a livello predefinito e funziona sui dispositivi più datati. Aspettando che il mercato sia pronto per le applicazioni web in HTML5 e JavaScript su Firefox OS, penso che trasformare CyanogenMod in una nuova variante del sistema operativo di Google possa avere senso e un grande potenziale.

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