Prosumer è una parola che non sentivo usare più da molto tempo. È la contrazione di due parole inglesi: producer + consumer, un termine che stava nei miei testi dell’università a indicare l’evoluzione dell’utente non più mero consumatore di quanto poteva acquistare. Altri facevano riferimento ai termini professional e consumer, ma io ho sempre preferito il filone più legato al mondo economico. Questa mattina rileggendomi la storia di CyanogenMod in un post di Richard Lai su Engadget, mi sono chiesto se non siamo giunti al punto di svolta, al momento in cui si passa dal prosumer al consuder, il consumatore che lavorando sul prodotto finisce col diventarne un nuovo produttore.

CyanogenMod è nata cinque anni fa come una custom ROM per la prima versione di un dispositivo Android. Benché si trattasse del primo OS completo, non era una grandissima novità. Il jailbreak dell’iPhone aveva già introdotto sul mercato un prodotto modificato dai propri utenti. Infatti, prima ancora che sul melafonino arrivasse l’App Store, Cydia “liberando” il primo iOS permetteva di modificare sostanzialmente il sistema operativo e consentiva inoltre di aggiungere applicazioni.

Negli scorsi mesi CyanogenMod è stata incorporata ed è di pochi giorni fa l’annuncio che l’Oppo N1 verrà distribuito in una versione limitata con a bordo la ROM realizzata dal team creato da Steve Kondik. Anche questa volta però non si tratta del primo caso di consuder. Il boom di Xiaomi, quella che viene chiamata l’Apple cinese, è legato in gran parte al successo di MIUI, un sistema operativo fork di Android creato da una startup che poi ha iniziato a produrre dispositivi mobili pensati sulle esigenze di propri utenti.

Tutto questo avrebbe potuto succedere quindici anni fa con Linux. In un certo senso, è successo. Ci sono svariati sistema operativo fork degli “originali” Gnu Linux. Negli ultimi cinque anni alcune aziende in giro per il mondo, e anche in Italia, hanno iniziato ad assemblare e vendere i propri dispositivi con Linux, ma nessuna si è spinta a tanto: realizzare sistema operativo e hardware. Tranne Xiaomi, appunto. Nessuna ha portato il proprio OS su un dispositivo dedicato al mondo consumer. Fatta eccezione per Ubuntu, che però solo ultimamente è uscita dal guscio, e che però fin dall’inizio è nata con un progetto aziendale alle spalle, come per altro tutti i sistemi Linux di maggior successo.

In un certo senso il consumatore si è evoluto a tal punto che oggi è pronto a spiccare il volo. Ad aiutarlo ci sono tre fattori in grado di segnare una rivoluzione ancora maggior di quanto oggi siamo in grado di pensare:

  • la diffusione di Internet e prodotti come Arduino che oramai sono diventati un background più che naturale di un qualunque smanettone;
  • la stampa 3D che, come ci ha spiegato Simone Cicero, ha avviato la rivoluzione dei gadget;
  • la crescita di siti come Kickstarter e Indiegogo che permettono a chiunque di raccogliere finanziamenti world wide vendendo un prodotto ancora prima che questo sia disponibile sul mercato (se volete sapere come usare Kickstarter dall’Italia potete fare riferimento al post del nostro Gianpiero Riva).

E voi come vi sentite? Utente, prosumer o consuder? Nei primi due casi, mi spiace dirvelo, alla nuove generazioni potreste apparire un po’ antiquati, roba da testi universitari di qualche anno fa.