Posseggo da quasi due anni un Optimus One (P500) di LG, uno smartphone di fascia medio-bassa che già all’uscita era venduto a meno di 200€ con Android 2.2: non ho una disponibilità economica che mi permetta l’acquisto di device più costosi e comunque non sarei disposto a cambiare dispositivo ogni sei mesi per rincorrere le novità sul mercato. Tuttavia, in questo lungo periodo le applicazioni del sistema operativo di Google hanno aumentato le proprie dimensioni e i requisiti per l’hardware costringendomi a cercare una soluzione.

Il grosso limite di Optimus One non è nelle tanto prestazioni, quanto nella memoria interna dello smartphone che è di appena 200Mb. Il device è equipaggiato con una Micro SD da 2Gb, ma non tutte le applicazioni possono essere spostate su quest’ultima: è sufficiente aggiornare la selezione predefinita per riempire lo spazio a disposizione. Evitando l’acquisto d’un nuovo dispositivo sono stato costretto a effettuare il rooting di Android 2.3, l’ultimo aggiornamento ufficiale previsto da LG, e a spostare o a cancellare i programmi.

Esistono delle applicazioni che consentono di muovere o eliminare i contenuti utilizzando sia la memoria interna, sia quella esterna: Android è un sistema operativo Linux-based e perciò queste operazioni richiedono dei permessi d’amministrazione che possono essere ottenuti giusto col rooting. Non avendo una grande dimestichezza con la modifica degli smartphone ho atteso che Optimus One risultasse pressoché inutilizzabile, prima d’effettuare qualsiasi cambiamento. Acquisita una maggiore sicurezza, non mi sono certo accontentato.

Il passaggio successivo al rooting è l’installazione d’una Read-Only Memory (ROM) alternativa ovvero un’immagine personalizzata di Android che prevede dei componenti diversi da quella predefinita. CyanogenMod è probabilmente la più popolare, non soltanto perché Steve Kondik che l’ha concepita è stato assunto da Samsung: Optimus One supporta la versione 7.2 basata su Gingerbread ed è più che sufficiente. Installarla è piuttosto semplice, ma potrebbe invalidare la garanzia del device o addirittura comprometterne il funzionamento.

Non parlerò del processo d’installazione di CyanogenMod 7.2 su Optimus One, bensì dell’esperienza-utente garantita da questa ROM. Oltre al recupero dei 2Gb di Micro SD altrimenti quasi inutilizzabili, la ROM permette un maggiore controllo delle impostazioni e il kernel Linux ottimizzato per il dispositivo parrebbe rendere molto più veloce l’esecuzione delle applicazioni. Ho impiegato un po’ a risolvere qualche difetto: la tastiera QUERTY non può essere sostituita con quella di LG e la gestione delle reti mobili è più complicata.

Rispetto ad Android 2.3, con CyanogenMod il device è tornato a funzionare come due anni fa. Alcune applicazioni installate correttamente in precedenza hanno restituito un errore di compatibilità, ma inviandole a Optimus One dall’interfaccia web di Google Play ho risolto il problema. La 7.2 è basata su Gingerbread, la stessa versione del sistema operativo prevista sul dispositivo con l’aggiornamento di LG: sconsiglio d’installare la 9 su Ice Cream Sandwich (ICS) perché queste ROM non sembrano riconoscere la SIM dello smartphone.

Gli sviluppatori di CyanogenMod hanno iniziato a lavorare sulla 10, una versione modificata di Jelly Bean: quest’ultima non sarà mai installabile su Optimus One per via dei requisiti imposti da Google. Il device è prossimo all’obsolescenza, però installare la 7.2 permette di continuare a utilizzarlo con le applicazioni più recenti. L’unico difetto, se avete una connessione a consumo, è costituito dalla gestione delle reti mobili che mantiene attivo il 3G finché non è esplicitamente disabilitato. Dovete cambiare le impostazioni.

Escluso qualche menù aggiuntivo, l’interfaccia di CyanogenMod 7.2 non è molto diversa da quella precedente con Android 2.3 se non per le icone e il tema grafico. Google Play dev’essere installato a parte come la tastiera di LG, ma bastano pochi minuti per imparare a destreggiarsi con le novità della ROM. Sono molto soddisfatto del passaggio e non tornerei indietro: i programmatori più entusiasti possono addirittura divertirsi aprendo l’emulatore del terminale e gestendo i processi connettendosi al Software Development Kit (SDK).

Se siete particolarmente esigenti, noterete con CyanogenMod 7.2 delle mancanze sulla traduzione in lingua italiana e delle funzionalità che potrebbero essere gestite ancora meglio. Android, oltre al kernel, condivide le principali caratteristiche con Linux: gli utenti più esperti possono creare la propria ROM come fosse una distribuzione del sistema operativo e correggere tutti gli errori riscontrati. Sarà il prossimo passaggio che proverò, con tutti i rischi del caso, ma Optimus One ha già ottenuto un miglioramento sensibile.