C’era una volta Current TV, il canale fondato da Al Gore nel 2005 che avrebbe dovuto colmare il gap fra televisione e internet. In Italia è arrivato nel 2008 ed è stato escluso dal pacchetto di Sky nel 2011: sul web si parlò di censura perché il Presidente del Consiglio era Silvio Berlusconi che secondo dei “complottisti” avrebbe stretto un accordo con Rupert Murdoch per oscurare Current TV. L’emittente ha offerto contenuti e format innovativi, ma non è riuscita a guadagnare abbastanza per sopravvivere. Non la guardava nessuno.

La redazione italiana faceva un ottimo lavoro: ha sdoganato i geek alla TV, ha importato il fenomeno del VCAM che nel nostro Paese era semi-sconosciuto e ha permesso agli abbonati a Sky di vedere Vanguard che secondo me è o, meglio, è stato l’appuntamento giornalistico più interessante degli ultimi anni. Purtroppo, la televisione non è un medium cui importi la qualità… e Current TV dovrebbe diventare Al Jazeera America con Gore nel Consiglio d’Amministrazione. Il fallimento è un monito riguardo agli User-Generated Content (UGC).

YouTube propone una nuova interfaccia, simile alla televisione, e Google ha realizzato un’app dedicata a registrare i video da iPhone. Il cd. citizen journalism sostenuto da Current TV sarebbe dovuto essere il nostro presente: non sarà neppure il futuro. Interviste da Skype, podcast scaricabili dal web e trend lanciati su Twitter non vendono come i programmi di cucina e i telefilm polizieschi. Sky non aveva censurato Current TV per motivi politici, aveva soltanto anticipato l’inevitabile. Alla TV non interessa l’innovazione.

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