Google ha aperto un profilo pubblico su Instagram e l’ha annunciato via Twitter, anziché – come sarebbe stato lecito aspettarsi – da Google+. La scusa è quella di fare qualcosa in più coi quadrati, che caratterizzano il cubo di Rubik e le fotografie pubblicate con la app di Facebook. Proprio un video del doodle di ieri inaugura l’account appena registrato da Mountain View: le stranezze sono diverse, dal medium scelto per l’annuncio al contenuto pubblicato. Qual è la strategia? Perché iscriversi a Instagram e perché proprio ora?

Il doodle [vedi gallery] per il cubo di Rubik è soltanto un pretesto perché Google non gli dedicherà l’intero profilo: la descrizione dell’account è sibillina, gioca col termine “filtro” che è alla base delle foto caricate dagli utenti su Instagram. Potrebbe essere un’occasione per mostrare degli scatti inediti del Googleplex e farsi pubblicità con delle immagini più o meno nitide dei nuovi prodotti — un po’ come ha fatto Sony con PlayStation 4. Com’è avvenuto l’annuncio e cosa riguarda, però, getta ombre sul destino di Google+.

La scelta di Twitter non è casuale, ma neppure giustificata: Google avrebbe comunque potuto usare Google+ o blogger come con tutti gli altri annunci. Forse, se ha optato per un altro social network, è perché ha in mente qualcosa di diverso e scommetterei sulla trasformazione della piattaforma da ambiente pubblico a privato. Le cerchie che lo contraddistinguono (anche su invito) sono il fulcro di Google+ e progetti come Classroom ne giustificano l’adozione in ambito aziendale o istituzionale, anziché come alternativa a Facebook.

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