Nadim Kobeissi, il creatore di Cryptocat, ha annunciato d’essere stato messo sotto controllo da una qualche agenzia: potrebbe trattarsi di spionaggio industriale oppure dei servizi segreti. Qualcuno, comunque, controlla i suoi movimenti e le conversazioni online. Perché? Beh… Cryptocat è un sistema open source di messaggistica istantanea che cripta i messaggi degli utenti utilizzando un algoritmo di livello militare. Insomma, le chat avviate con Cryptocat non sono tracciabili. La stessa sicurezza che alcuni vorrebbero su Skype.

Cryptocat è un prodotto apprezzato dai nerd o, se preferite, dai professionisti che “chattano” su IRC. La struttura è abbastanza simile e le conversazioni s’avviano dal browser: esistono delle estensioni su Chrome, Firefox e Safari. L’infrastruttura è compatibile con XMPP (ex Jabber) e garantisce una sicurezza ineguagliata da numerosi servizi equivalenti. Molti potrebbero essere interessati a controllare Kobeissi per ottenere delle informazioni esclusive su Cryptocat, nonostante la licenza open source prevista dalla piattaforma.

Perché l’attacco a Kobeissi dovrebbe essere tanto interessante? Anzitutto, Cryptocat ha appena migrato i propri server in Pionen White: lo stesso luogo che ha già ospitato The Pirate Bay e WikiLeaks. Potete osservarlo nel documentario diretto da Simon Klose. Cryptocat è uno degli ultimi servizi realmente sicuri per la messaggistica istantanea e, sebbene non abbia la stessa popolarità di Skype, a qualcuno infastidisce. È palese l’intenzione d’eliminare chi non promuove una politica alla Facebook che “ingrassa” molti investitori.