Jekolab pubblica Ditamatte Forme (0,89 euro sull’AppStore) un altro gioco educativo della collana Ditamatte.

Visto che ABC Ditamatte l’avevo fatto provare a Matilde (quattro anni appena compiuti) con molto successo, ho pensato subito di proporle anche questo nuovo gioco. Come la volta precedente ho pensato che per Vittoria (l’altra mia bimba di sei anni appena compiuti) il gioco fosse troppo poco stimolante in quanto lei sa già leggere e scrivere molto bene considerando la sua età e considerando che sta ancora concludendo l’ultimo anno della scuola della prima infanzia. Vittoria ha imparato a leggere e scrivere praticamente da sola utilizzando altre app prima delle pubblicazioni Ditamatte.

Ma mi sbagliavo sul fatto che Ditamatte Forme non fosse utile a Vottoria. L’app funziona così: analogamente a quanto avviene per le lettere in ABC Ditamatte, qui vengono presentate delle forme al bambino una alla volta su un foglio di carta (virtuale) un po’ stropicciato; le forme sono bianche da colorare; il bimbo passandoci sopra le dita le colora con combinazioni di colori sempre diverse; quando ha finito di colorare una forma, questa diventa qualcosa di simpatico come per esempio un aquilone (ed è il caso del rombo) o un piedistallo per il leone del circo (ed è il caso del trapezio); una volta colorata tutta inoltre (punto fondamentale!) si sente una voce che dice il nome della forma in italiano o in un’altra lingua selezionabile tra cui l’inglese, il francese e lo spagnolo; il tutto viene accompagnato da una musica molto vivace e da un turbinio di bolle che invadono il display.

Anche questa app come la precedente risulta molto efficace per l’apprendimento del bambino. Infatti, come ho raccontato in un altro post dove ne davo anche motivazione scientifica, i bambini apprendono quando si emozionano. Dopo aver colorato la prima forma e aver scoperto cosa accade, l’attenzione del bambino sarà massima per scoprire gli oggetti successivi e nel culmine di questa attenzione l’app farà associare nella mente del bimbo il nome della forma all’immagine del simpatico oggetto. Il bambino ricorderà i nomi delle forme quindi per associazione di idee.

Dicevo che pensavo l’app fosse troppo poco stimolante per Vittoria ma mi sbagliavo. Mentre Matilde giocava, la sorella maggiore le sedeva accanto e io provavo ad interrogare entrambe su quali fossero i nomi delle forme prima che li rivelasse l’app. Le forme che vengono proposte sono via via sempre più difficili: si parte del cerchio e quadrato per poi arrivare al rombo, alla spirale… e ai simboli dell’addizione, sottrazione, divisione e moltiplicazione. Scopro allora che Vittoria non li conosce ancora probabilmente per il fatto che non sono programma di insegnamento nella scuola della prima infanzia (non lo sono neanche il leggere e lo scrivere ma per questo ci ha già pensato l’iPad).

Segnalo un difetto tecnico comune anche ad ABC Ditamatte: il nome delle forme (a volte) viene annunciato prima che il bambino finisca di colorare tutta la forma; in quel caso poi il bambino non riesce proprio a finire di colorare la forma (cioè rimangono degli spazi bianchi) e questo rischia di indispettirlo (come accade per la combattiva Matilde).

Aneddoto: al vista della forma del rombo, prima che questo si trasformasse in un aquilone, Matilde disse kite! che vuol proprio dire aquilone in inglese… dimostrazione di quanto sia utile far vedere ai propri bimbi la TV solo in inglese.