Matilde sta giocando con ABC Ditamatte. Matilde ha quattro anni appena compiuti, frequenta il primo anno della scuola materna e fino a qualche giorno fa riconosceva solo le lettere A e la lettera P con le quali ha imparato a scrivere papà grazie ad una app di cui ho già tessuto le lodi. Dopo aver giocato qualche giorno con ABC Ditamatte, Matilde ha imparato a riconoscere una decina di lettere.

ABC Ditamatte Alfabeto di Jekolab fa parte della collana Ditamatte, app dedicate ai bambini in età prescolare.

L’app funziona così: vengono presentate le lettere al bambino una alla volta su un foglio di carta (virtuale) un po’ stropicciato; le lettere sono bianche da colorare; il bimbo passandoci sopra le dita le colora con combinazioni di colori sempre diverse; quando ha finito di colorarla tutta, alla lettera si aggiungono occhi, denti e coda al punto che si trasforma in un animale più o meno di fantasia (ci sono cani, gatti, galline ma anche draghetti e orchetti); una volta colorata tutta inoltre (punto fondamentale!) si sente una voce che pronuncia la lettera in italiano o in un’altra lingua selezionabile tra cui l’inglese, il francese e lo spagnolo; il tutto viene accompagnato da una musica molto carina e rilassante e da un turbinio di bolle che si sprigionano al passare delle dita sulla lettera.

Pronunciare la lettera nel momento preciso in cui il bambino completa di colorarla e questa si trasforma in un animale è una mossa molto intelligente al fine dell’apprendimento. Infatti come ho raccontato in un recente post dove ne davo anche motivazione scientifica, i bambini apprendono quando si emozionano. Dopo aver colorato la prima lettera e aver scoperto cosa accade, l’attenzione del bambino sarà massima per scoprire gli animali successivi e nel culmine di questa attenzione l’app fa associare nella mente del bimbo la pronuncia della lettera all’immagine del buffo animale. Per associazione di idee quindi il bambino potrà riconoscere il cane quando vede la forma di una E e quindi ricordarsi anche il suono associato.

Segnalo però un difetto smascherato anche dalla mia Matilde. Quando un bambino in età prescolare chiede: questa che lettera è? è sempre bene rispondere con il suono base della lettera. Per esempio se la lettera in questione fosse la B non dire questa è la bi ma dire questa è la b pronunciandola senza la i finale. Così insegnano i maestri ed è facile capirne il motivo: conoscendo la pronuncia base delle lettere i bambini saranno facilitati nel costruire le parole combinandone i suoni.

ABC Ditamatte invece pronuncia la B con bi e la C con ci e così via. Quando Matilde arrivò per la prima volta alla P, lettera che già conosceva bene, ha ripreso la voce emessa dall’iPad dicendo: ma no questa non è la pi… e la p!

Per ultimo segnalo un paio di bachi presenti in questa prima versione dell’app: alcune lettere si trasformano in animali e vengono pronunciate prima di essere completamente colorate (cosa che non è sfuggita all’occhio attento di Matilde) e alle lettera W l’app letteralmente tuona (per usare un termine caro ai programmatori)… cioè l’app si spegne e quindi non c’è modo di giocare con la W e per proseguire bisogna accedere direttamente alla X.