Come padre di tre bambini sono molto interessato al tema dell’educazione attiva di cui ho già parlato in diverse occasioni tra le quali ricordo l’introduzione di un (quasi) bilinguismo e la partecipazione ai fantastici Coder Dojo.

Scopro ora un progetto molto in linea con l’educazione attiva: Anymaker.

Anymaker sarà una stampante 3D pensata apposta per i bambini. Il principio su cui si basa è il From Bit to It, ovvero la trasformazione di disegni digitali in oggetti reali che consente ai bambini di ideare e realizzare a casa propria i giocattoli desiderati. Anymaker sarà, a detta degli ideatori, sicura e semplice da utilizzare da parte dei bambini, i quali possono partecipare alla creazione ed osservare l’intero processo dall’idea al prodotto finito. I bambini possono così diventare prosumer ovvero realizzatori di un oggetto del quale poi potranno fare utilizzo.

Anymaker verrà fornita in due versioni, la prima destinata a bambini di età compresa tra i 4 e i 7 anni, la seconda per bambini dagli 8 ai 12 anni. La prima versione si basa sull’impiego di figurine con un QR code che richiami un modello CAD pre-disegnato, in questo caso non è consentita la personalizzazione dell’oggetto. Il bambino inserendo la card nella stampante dà l’input alla realizzazione.

La seconda versione si baserà sull’impiego di un’applicazione per tablet o di un software semplificato per PC che consenta ai bambini di modificare e comporre il giocattolo desiderato. In entrambi una volta definito il giocattolo da realizzare l’input viene inoltrato alla stampante 3D che realizza l’oggetto attraverso un processo sicuro e visibile.

Sto fantasticando tornando alla mia infanzia quando mi mancava quel particolare pezzo del Lego… o quando avrei voluto avere i pezzo di ricambio per riparare il tal giocattolo. Ricordo ancora invece di aver bramato quella pista dei camion che caricavano e scaricavano marce ma poi di averci giocato per pochissimo tempo: non c’era creatività nel continuare a far caricare e scaricare merce a due modellini di camion che non potevano uscire dalla pista chiusa.

Quando si valuta l’acquisto di un giocattolo per i propri figli una delle valutazioni che si dovrebbe sempre fare, è chiedersi quale sarà l’andamento della curva di interesse che il bambino dimostrerà per esso. In questo senso la stampante 3D è eccezionale in quanto ora cattura l’attenzione nella fase di produzione del giocattolo (e sviluppa l’apprendimento di design e informatica), ora è capace di mettersi in disparte per lasciare usare il gioco creato in chissà quali e quante modalità. È un ciclo in grado di autorigenerarsi grazie ad un combustibile di cui i bambini abbondano: la fantasia.

Il progetto ideato da Ambra Mazzelli ed Emanuela Rondi è ancora in fase di realizzazione e le fondatrici raccontano di come Enrico Preziosi (fondatore di Giochi Prezioni) sia interessato ad un eventuale partnership. Gli auguriamo molto successo, lo stesso che hanno avuto i ragazzi olandesi fondatori di Doodle3D, progetto simile ma con sostanziali differenze che vi invito a scoprire con il post di Alessio Biancalana.