All’apertura del MAX 2013, la conferenza annuale dedicata agli sviluppatori, Adobe ha comunicato l’imminente sospensione di Creative Suite: la raccolta di programmi che da un decennio accompagna i designer sarà sostituita completamente da Creative Cloud. Non ci sarà, quindi, una versione 7. Tutte le applicazioni saranno spostate sul cloud computing, da Photoshop a Premiere Pro. L’annuncio era prevedibile, ma non mancherà di suscitare delle polemiche sulla privacy e la sostenibilità del servizio. Secondo me, è una scelta giusta.

Creative Cloud garantisce l’aggiornamento automatico di tutti i programmi disponibili e la sincronizzazione dei contenuti sui dispositivi abilitati. Risolve il problema d’effettuare dei backup e, per Adobe, esclude la possibilità che qualcuno scarichi le applicazioni in peer-to-peer: è impossibile “craccare” l’iscrizione al servizio, mentre scaricare Photoshop gratuitamente è ancora abbastanza semplice. Un problema fastidioso riguarda i piani d’abbonamento, perché le soluzioni proposte da Adobe non sono affatto personalizzabili.

In Italia, ad esempio, è possibile ottenere un singolo programma di Creative Cloud a 24,49€ o l’intera raccolta a 61,49€ mensili con 20Gb di spazio remoto. Non esistono soluzioni intermedie, né è prevista una selezione delle applicazioni: Creative Suite, al contrario, era divisa in pacchetti diversi a seconda delle caratteristiche dei programmi. È sempre il prezzo a darmi qualche perplessità perché negli Stati Uniti l’abbonamento completo costa $49.99 che equivarrebbero a circa 38€. Non è proprio la metà, però s’avvicina molto.