Come ho tentato di spiegare in queste settimane, creare un sito non è semplice: non lo è mai stato, però la complessità odierna non è paragonabile agli anni ’90. Per concludere la mini-rubrica sulla realizzazione di siti web che avrei voluto arricchire con del codice commentato (non è detto che non la riprenda, in futuro), voglio affrontare il tema dei social network. Le pagine in sé sono soltanto l’inizio di un’esperienza che oggi ha bisogno di strumenti supplementari e la presenza sui social network è un aspetto fondamentale.

Posto che abbiate già concepito un design responsivo, risolto le questioni legali e ottimizzato il codice per adattarsi ai vari browser… non avete ancora terminato. Specie quando l’attività commerciale oppure il blog, ecc. sono di recente apertura, è probabile che i clienti o i lettori lo cerchino sui social network: soprattutto in Italia la gestione dell’identità individuale o societaria sul web è approssimativa. Non è un problema legato al pionierismo perché tanti sedicenti professionisti commettono degli errori inammissibili.

Non posso esaurire l’argomento con un unico articolo perché a seconda del sito e dell’attività da affermare sui social network esistono strategie molto differenti tra loro. Posso comunque dare qualche consiglio sugli errori da evitare e l’approccio più tecnico ai social network: qualunque cosa facciate, non registrate mai un profilo individuale. Ripetetelo come un mantra e cercate d’inculcarlo a chi l’avesse già fatto. Perché, dite? Le ragioni sono diverse, prima fra tutte perché è illegale e potrebbe essere rimosso per sempre.

In linea di massima, prima d’inserirsi sui social network, è preferibile avere un indirizzo e-mail corrispondente al dominio del sito. È essenziale perché tutte le comunicazioni arrivano attraverso la posta elettronica e uno dei metodi di verifica dell’effettivo possesso del sito è il controllo via e-mail. Se avete già registrato un indirizzo differente, potete sempre impostare un alias. Chi domanda di creare un sito, spesso, ha già commesso degli errori più o meno fatali e il designer di turno deve necessariamente correggerli.

Preferisco riservarmi l’alias webmaster@domain.ext perché è l’opzione predefinita di molti hosting provider, lasciando al cliente la gestione di info@domain.ext e/o altri indirizzi. Risolto questo problema, arriviamo al “succo” della questione partendo da Facebook. Come dicevo, non registrate mai un profilo individuale a meno che il sito non sia un blog personale con nome e cognome dell’autore nel dominio. Anche in questo caso, è meglio creare una pagina diversa dall’account privato. Io ne ho già una per il mio (in costruzione).

Cosa succede se qualcuno ha già registrato erroneamente un profilo? Può essere convertito in pagina da uno strumento apposito su Facebook. La conversione mantiene i contatti, ma cancella tutti i contenuti inseriti: foto, video, aggiornamenti di stato ecc. sono persi per sempre. Fatene un backup o chiedete al social network d’inviarvene la copia. E se qualcuno ha creato delle pagine non ufficiali? Evitate il suffisso Official. Potete chiedere d’amministrarle e unirle in un’unica pagina inviando dei documenti legati all’attività.

Su Google+ è tutto molto più semplice: quando chiedete l’inserimento su Maps, Google registra automaticamente la pagina dell’esercizio commerciale sul social network. La verifica col codice inviato alla posta tradizionale in una cartolina permette di gestire tanto il profilo su Places for Business, quanto la pagina su Google+. Se non avete un negozio, invece, potete registrarla senza problemi col vostro indirizzo di GMail e amministrarla in modo separato dall’account personale. Non penso che servano delle ulteriori indicazioni.

Twitter non discrimina fra profili privati e professionali. L’unico accorgimento è utilizzare un indirizzo e-mail diverso da quello personale. Facebook e Twitter permettono d’impostare un nickname di pagine o profili: in linea di massima dovreste usare lo stesso su entrambi. Google+, invece, non ammette ancora questa possibilità. Se vedete dei nickname su quest’ultimo è perché l’utente o il gestore della pagina ha un contatto diretto con Mountain View. Comunque, tutti e tre consentono una discreta personalizzazione dell’aspetto.

È importante avere i sorgenti vettoriali delle grafiche del sito perché le immagini del profilo, le cover, ecc. hanno dimensioni specifiche su Facebook, Google+ e Twitter. Gestire un brand significa soprattutto essere riconoscibili. Impostati correttamente i social network, cosa andrebbe scritto negli aggiornamenti? Eviterei la mera pubblicazione di feed coi collegamenti ai contenuti del sito. Dovete interagire, personalizzare l’esperienza in base alle abitudini e alle caratteristiche del singolo portale. Altrimenti, è inutile.

Photo Credit: Luc Legay via Photo Pin (CC)