Da una settimana a questa parte un’app fa molto parlare di se e non è Ruzzle (nel link i trucchi per quella). Si chiama Mailbox e ha l’ambizione di ridisegnare il modo in cui utilizziamo la mail. Ci sono già oltre 700 mila persone in coda per averla. Ieri vi ho postato la mia review di Mailbox e oggi torno sul tema perché si aperta una discussione infinita sui social.

Mailbox è un’app di successo. Possiamo darlo come assunto? Secondo me sì, indipendentemente dal parare che ne possiate dare voi dopo averla provata. Il fatto è che far scaricare la propria app a 700 mila persone in meno di una settimana non è da tutti, così come non lo è rivoluzionare un sistema vecchio come quello della gestione delle email. E se così tante persone si sono messe in coda, significa che il problema di come gestire le mail è davvero sentito.

Vediamo nei dettagli perché Mailbox è un successo.

1) Pivoting azzeccato. Prima di Mailbox gli stessi sviluppatori avevano realizzato Orchestra To-Do, App Store Productivity App of the Year del 2011. Ora, qual era la funzione più utilizzata di questa app? La creazione di task nelle liste tramite l’invio di una mail. Come i creatori di Flickr, che all’inizio era un videogioco, quelli di Orchestra hanno preso una feature di successo e le hanno costruito sopra un’app.

2) Coerenza. Tutte le prime review, compresa la mia, hanno messo in luce l’impossibilità di utilizzare le vecchie etichette e l’assenza di un modo per gestire comodamente le mail a cui abbiamo messo una stella. La risposta di Mailbox è arrivata via twitter, dove gli sviluppatori hanno invitato a utilizzare le nuove liste previste dall’app e lo strumento di ricerca. Un prodotto che pretende di innovare non può essere cambiato perché gli utenti sono abituati a cose vecchie.

3) È un’idea di successo mutuata da un altro settore. Non potete negare che una lista di cose da fare con tutti gli elementi spuntati non vi dia soddisfazione. Questa cosa applicata alla mail introduce un processo di gratificazione nell’avere organizzato al meglio le proprie mail. Non senza aggiungere un pizzico di gamification: se svuotate l’inbox potete vedere una foto di uno dei fotografi presenti su Instagram.

4) È una doppia idea di successo mutuata da un altro settore. Applicare alle mail lo snooze, cioè la possibilità di rinviare le mail a più tardi (o a un altro giorno), dimostra attenzione alle abitudini degli utenti e capacità di cercare soluzioni già esistenti in “natura” per applicarle alla risoluzione di un problema irrisolto. Quale problema? Quante volte rimettete le mail da leggere o gli mettete una stella per rivederle più tardi? Così non fate altro che accumulare mail da leggere e stellette nell’inbox, senza mai svuotarlo. Se foste in ufficio e aveste una scatola per l’inbox sulla scrivania la vorreste piena di cose archiviate o vuota?

4) Design e usabilità. Mailbox è una rivoluzione soprattutto in termini di usabilità, con concetti mutuati da un’altra app di successo nello stesso campo, Clear. In termini di interfaccia è innovativa per come introduce la tab delle mail archiviate lasciando all’inbox il compito di smistamento delle mail.

5) Lancio studiato. L’app è stata presentata prima a blogger e stampa, consentendo agli aspiranti utenti di richiedere un codice per usare subito Mailbox appena fosse stata rilasciata. Trovatisi a fronteggiare una mole altissima di richieste (dicono) gli sviluppatori hanno creato una lista d’attesa che però veniva mostrata all’utente solo dopo aver scaricato l’app e aver richiesto l’invito. Il gioco dell’invito funziona sempre.

6) Gratis, ma non per tutti. L’app base è gratuita, ma per chi intenderà farne un uso professionale sarà presto a pagamento, secondo i modelli vincenti di Dropbox, Evernote e Instapaper.