Questa mattina sono stato a Milano, presso l’open space di Avanzi, per assistere al Craft Camp 2013: un evento finanziato in crowdfunding dedicato ai venditori di Etsy. Lo ammetto, m’aspettavo tutt’altro… perché – nel nostro settore – la stampa tridimensionale allude, piuttosto, a hacker che “smanettano” con Arduino (pure presente tra i workshop) e le startup italiane sono quelle che seguono l’esempio della Silicon Valley. Ho trovato qualcosa di diverso, ma la sorpresa è stata positiva. Un gruppo d’artigiani che vendono online.

Un gruppo composto soprattutto da donne-imprenditrici che realizzano manufatti artigiani – dalla bigiotteria alla tessitura – ed eseguono lavori di legatoria: sono delle rappresentanti della piccola impresa italiana che utilizzano le infrastrutture del web per rafforzare il proprio business, mentre i giornali parlano soltanto della crisi. Il Craft Camp 2013, che terminerà domani sera, è l’occasione per imparare a gestire un’attività online sui social network e aumentare la clientela. Monetizzando più di quanto possibile offline.

L’artigianato non è proprio il mio settore e non sono la persona più adatta a entrare nel merito del processo produttivo, né sarebbe esaustivo citare gli argomenti dei tanti workshop proposti — persino sulla Search Engine Optimization (SEO). Tuttavia, il giornalismo è fatto di storie e quella del Craft Camp 2013 merita d’essere raccontata: un ambiente al femminile che s’auto-finanzia, incontrandosi per dei corsi d’aggiornamento che riguardano il web. E dire che, inizialmente, gli organizzatori pensavano a una cena fra colleghi!

Sento spesso affermare che il mercato italiano «non è pronto» all’innovazione e una due-giorni come quella del Craft Camp 2013 insegna tutt’altro: forse, è giusto chi governa il Paese a non essere capace d’innovare. Se addirittura chi lavora a maglia vuole imparare a utilizzare Arduino per inserirlo nel proprio business ed è abituato da tempo a vendere sul web l’immagine dell’Italia che permea dai giornali è sbagliata. Motivo in più per dare spazio a un incontro che la smentisce, benché non molto attinente alla mia professione.

Intendiamoci, alcuni degli artigiani riunitisi a Milano s’occupano d’incisione al laser e stampa tridimensionale come siamo abituati a trattarla su queste pagine. Etsy – il “collante” fra i partecipanti – permette di vendere dall’abbigliamento ai mobili, dai gioielli agli alimenti. Grazie ai workshop teorici e pratici organizzati al Craft Camp 2013, tutti hanno potuto imparare a utilizzare gli strumenti del cosiddetto social media manager e dell’e-Commerce per gestire progetti anche collaborativi o in Business to Business (B2B).

Fare startup in Italia non significa forzatamente concepire una nuova app per iOS o Android: al Craft Camp 2013 ho capito che, sì… il nostro Paese è pronto a portare online le piccole e medie imprese che lo contraddistinguono. Percepire l’entusiasmo degli artigiani verso il mio lavoro – mi riferisco a quello dello sviluppo per il web, nella circostanza – e coglierne le opportunità è stata un’iniezione d’ottimismo. Non ho imparato a usare l’uncinetto nell’area di free crafting, ma sono comunque molto soddisfatto dell’esperienza.