Una startup non fallisce mai. Non fallisce mai perché startup significa essenzialmente ricerca e sviluppo. Una startup ridotta all’osso è un’impresa. Un’impresa che fa della ricerca e dello sviluppo uno strumento determinante per creare il proprio successo. Per questo una pizzeria può essere innovativa, ma non è detto che una pizzeria sia in grado di essere una startup. Poi possiamo anche dire che ogni impresa è una startup, ma siccome l’italiano è l’italiano e impresa ha un doppio significato, è difficile ridurre una startup a un’impresa senza pensare che in questo caso l’impresa è realizzare la startup, trovare un modello di business in grado di generare ricavi a partire dalla soddisfazione di un bisogno che la gente ha davvero.

Punto e capo. Nella vita reale tutte le cose finiscono e anche un’impresa può finire. Con il compimento della stessa o con il fallimento. Una startup però non fallisce mai perché il lavoro di ricerca e sviluppo compiuto tornerà prima o poi utile a chi ha partecipato all’impresa. Un esempio: Flickr prima di diventare tale era un videogioco, e da una feature di questo è nato poi il social network.

Il prossimo 30 gennaio tag Bergamo organizza un evento per approfondire il tema: Cosa insegna il fallimento di una startup digitale. Protagonista dell’evento sarà Giorgio Ghisalberti che racconterà l’esperienza del fallimento della propria Plasboo. Una startup, come ho teorizzato all’inizio, non fallisce mai. E infatti Giorgio spiega:

Non lo ritengo un insuccesso perché mi ha dato tanto, più di quanto ho perso: in quei due anni ho imparato molto, sono soddisfatto di averlo fatto e lo rifarei ancora anche sapendo che non andrà a buon fine.

Per seguire l’evento, che si svolge a Bergamo, potete raggiungere il tag o collegarvi al sito tag Bergamo che ospiterà la diretta streaming dalle 19,30.