Google ha cambiato di nuovo l’algoritmo delle sue richieste o meglio ha cercato di fare in modo che sia più social. In pratica gli utenti iscritti, prima di avere la lista dal motore, possono conoscere le opinioni degli amici nelle cerchie. Facciamo un esempio per capire quanto la versione social del motore di ricerca possa essere considerata in grado di minare la solidità di BigG. Poniamo il caso che un utente cerchi degli hotel in una meta di vacanza che ha scelto di visitare.

Una volta effettuata la ricerca tradizionale tramite Google, se ha effettuato l’accesso con il proprio account, allora potrà vedere sugli stessi risultati, quel che dicono i suoi amici. Se un amico della cerchia ha visitato la stessa località gli saranno comunicate recensioni e altri contenuti associati al viaggio.

Quest’evoluzione del motore di ricerca ha insospettito l’Antitrust che ha chiesto dei chiarimenti e delle verifiche sulle violazioni di Google Search Plus.

La richiesta è stata inviata direttamente da Torino, dalla Electronic Privacy Information Center, negli Stati Uniti alla Federal Trade Commission, dove adesso s’indaga sull’opportunità di conservare le opzioni social messe in campo dal colosso di Mountain View.

Il servizio Search Plus, usato per allinearsi con le proposte di Facebook, lascia tutti un po’ perplessi.