Con il suffisso XXX sono sempre stati individuati siti e contenuti pornografici. Per regolamentare anche l’accesso a questo materiale online, è stato deciso dall’Icann di affittare una serie di domini proprio XXX.Questa decisione che da un lato fa bene e accontenta le aziende pornografiche, dall’altro scontenta molti altri distributori di cosiddetti contenuti per adulti.

Tra questi c’è anche la Manwin Licensing International SARL che ha deciso di fare causa all’Icann. Sotto accusa c’è l’aumento dei prezzi.

Il fatto che l’Icann, che gestisce anche i siti .it e .com, abbia deciso di lasciare spazio anche ai siti .xxx, ha determinato un incremento dei costi aggiunti per le aziende “pornografiche” (chiamiamole così per sintesi). E in più si è generata una condizione di monopolio inaccettabile.

La gestione unica dei domini XXX, infatti, è stata affidata alla società ICM Registry LCC e l’obiettivo è quello di mantenere un certo controllo sulla diffusione dei domini di primo livello. Un po’ questa forma di Grande Fratello telematico, un po’ i costi, e si è ad un passo dalla rivoluzione.

La notizia, ovviamente, non è stata riportata da molti siti internet italiani, ma rimane confinata nel perimetro statunitense, dove, presumibilmente, si combatterà la battaglia legale.