Sempre più nel mercato digitale stanno assumendo un valore indiscusso i contenuti, ma la domanda eccessiva di testi e l’ancor maggiore numero di offerte di testi, ha posto su un piano inclinato il prezzo dei contenuti digitali.

Il meccanismo è semplice: sul web sono tante le persone che “sanno scrivere”, i che aggiornano spesso il loro diario e con il tempo si sono impratichiti nel fornire soluzioni smart & cheap per popolare le pagine di un sito.

La domanda, per quanto possa essere immensa, non è mai abbastanza per eguagliare l’offerta e perciò il prezzo dei testi è notevolmente basso.

Di traverso, tra i redattori web e le aziende/editori, ci sono oggi i content marketplace.

Ovviamente l’espressione “di traverso” è ironica perché questi contenitori mettono in relazione gli attori del mercato dei contenuti digitali in modo funzionale.

Le aziende si rivolgono ai marketplace per ottenere un certo numero di articoli ad un prezzo stabilito dal mercato.

I marketplace piazzano sulla loro piattaforma gli argomenti e gli iscritti a questa specie di social network professionale possono prenotarsi per scrivere il testo.

La retribuzione è ovviamente irrisoria. Mediamente per un post di 200 parole, il prezzo è di circa 1 euro, centesimo più, centesimo meno.

In alcuni casi, i contenuti dello stesso argomento, scritti da più autori, sono messi all’asta e scelti discrezionalmente dalle aziende committenti. Esempi di questo tipo sono Melascrivi e Zoidu.