Il nome esotico Shamoon nasconde un pericoloso malware che proprio in Oriente sta facendo vittime illustri, per esempio delle note compagnie petrolifere che invece di combattere con l’esaurimento delle risorse devono prendere le contromisure da un virus informativo. 

Oggi che su internet e con la Rete si fanno affari, si comunica e si tengono le redini di numerose aziende, più delle scalate illecite ai vertici di una compagnia, fanno paura gli attacchi informatici che potrebbero portare allo scoperto trame industriali non sempre palesi.

Al di là di questa presentazione, degna del più bel film di spionaggio, oggi parliamo di Shamoon, un malware che in questi giorni sta mettendo a ferro e fuoco l’Oriente. Ad accorgersi della minaccia è stato Saudi Amarco che ha illustrato come il virus sia entrato nei meandri di una grossa società petrolifera.

I computer infetti, ripristinati integralmente soltanto il 25 agosto, sono stati ben più di 30 mila, un’enormità. La compagnia petrolifera saudita ha fatto sapere che l’attacco ha riguardato computer presenti negli impianti di estrazione e nelle raffinerie.

La società, secondo Saudi Aramco, sarebbe caduta vittima di questo attacco perché considerata colpevole di aver supportato il governo locale e i suoi crimini di guerra. Queste intrusioni informatiche, comunque, sono comuni a molti altri operatori del settore.