Scott Weiss ha proposto un’analisi del mercato dei computer che, in parte, condivido: il desktop è destinato a sparire ed essere sostituito dai tablet. Quante volte l’abbiamo sentito dire? La teoria ha un fondamento, ma parte dal punto di vista sbagliato. Weiss, rispetto ad altri Nostradamus della tecnologia, considera un lato della questione che molti hanno ignorato. Se il desktop dovesse scomparire, come farebbero le aziende a garantire la produttività? Come realizzerebbero i servizi e le applicazioni, accessibili dai tablet?

Weiss inizia attestando i “movimenti” del mercato: Dell ha deciso d’uscire dalla borsa e Microsoft dovrebbe acquistarne una quota consistente. Intel ha appena abbandonato la produzione di schede-madre per il desktop, concentrandosi sul mobile. Non posso ignorare il fenomeno, nonostante non possegga ancora un tablet. Soltanto, ritengo che questi trend non mi riguardino da vicino perché (senza un computer fisso) non potrei lavorare. Provate a realizzare dei siti utilizzando un tablet, ad esempio. Sarebbe un’operazione impossibile.

Secondo Weiss, mentre i consumatori passeranno in massa ai tablet, le grandi aziende costruiranno da sé i data center per risparmiare in investimenti ed energia elettrica. Entrambe le previsioni sono credibili, tant’è che Facebook propone da tempo Open Compute per condividere le informazioni utili a costruire e amministrare un centro d’elaborazione dei dati in proprio. Insomma, interi edifici sono dedicati a ospitare i server che eseguono le applicazioni via cloud computing… e forniscono tutti i servizi accessibili in mobilità.

Supercomputer da un lato, tablet dall’altro. Il problema è nel mezzo: per accedere ai server, fisici o virtuali, occorre comunque un elaboratore diverso dai tablet e non tutti i professionisti hanno la necessità d’affittare macchine virtuali in cloud computing o i fondi per costruire dei data center fai-da-te. Le startup dovrebbero sostenere delle spese spropositate, senza desktop o laptop, e non avrebbero una piattaforma per scrivere il codice. Com’è possibile programmare da un tablet? La programmazione non è l’unico problema.

Laboratori fotografici, studi di registrazione musicale o produzione televisiva e cinematografica non potrebbero esistere senza il desktop. Pensate davvero che un tablet permetta d’elaborare le immagini con Photoshop come un computer fisso oppure montare dei video, sulla falsariga di Final Cut Pro X? Non credo proprio. Gli uffici potrebbero e secondo me dovrebbero predisporre installazioni di thin/zero client connessi a un server centrale, ma i freelance? L’investimento sarebbe a fondo perduto. Non lo ritengo affatto necessario.

Il desktop cambierà forma, diventerà sempre più piccolo e somiglierà molto ai server di fascia medio-bassa: tecnologie come Tegra da NVIDIA permettono d’elevare la potenza di ARM o delle schede grafiche per utilizzarle nella computazione, solitamente elaborata dai processori centrali. Gli schermi aumenteranno di dimensione e le tastiere passeranno agli infrarossi. Il desktop, però, non morirà mai. Lo chiameremo in modo diverso, forse. Ma la workstation è un concetto imprescindibile e le vendite dei tablet non possono oscurarlo.

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