Avete ancora degli incubi a causa del Blue Screen Of Death (BSOD) di Windows? Presto, potrete dimenticarlo senza andare in analisi: Paul Marks ha pubblicato su New Scientist gli esiti d’una ricerca britannica sul computer che non va mai in crash. Riproponendo il funzionamento del cervello umano, infatti, gli elaboratori che devono restare accesi 24/7 potrebbero riprogrammare se stessi per risolvere i conflitti generati dalle applicazioni ed evitare il riavvio. Dubito che l’esperimento coinvolga Windows 8 e i consumatori, ahimè.

Non è semplice spiegare cosa abbiano dedotto e realizzato i ricercatori dello University Collage di Londra: in pratica, il computer che non “crasha” mai è basato sulla divisione dei processi in blocchi di memoria dedicati che sono stati definiti «sistemi». Questo elaboratore sistemico riproduce dei meccanismi già presenti in natura, evitando che la sovrapposizione delle computazioni generi un blocco. Gli esperti di parallel computing non faticheranno a comprenderlo, ma a tutti gli altri potrebbe essere particolarmente difficile.

Col termine multitasking siamo portati a pensare che i computer eseguano più lavori contemporaneamente: in realtà, specie quando la macchina ha soltanto un processore, i processi sono eseguiti uno dopo l’altro a una distanza molto ridotta. La priorità è definita, per esempio, dalle applicazioni che stiamo utilizzando rispetto a quelle avviate in background. Semplificando, il computer sistemico londinese è capace d’eseguire tutti i programmi insieme pre-allocando la memoria dedicata a ognuno cosicché non avvengano dei conflitti.

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