I cosiddetti ransomware – ovvero, quei virus che bloccano l’utilizzo dello smartphone – aumentano anche sui computer: sempre più spesso gli hacker prendono in ostaggio i dati sul PC della vittima, chiedendo un riscatto che s’aggira attorno ai $500 in Bitcoin. È l’osservazione di GFI Software, che ha alzato la guardia su queste minacce perché non riguardano soltanto iPhone e Android. Sono salite a 350.000 le infezioni da ransomware nel mondo per il mese di giugno e la cifra, purtroppo, è destinata a crescere (nei prossimi mesi).

Come tutelarsi dagli attacchi? Non basta creare password sicure [vedi gallery] perché i ransomware possono essere scaricati in qualunque momento — anche cliccando sui video virali, condivisi sui social network come Facebook. È prioritario prestare attenzione ai propri download, perché il ripristino del computer potrebbe essere più difficile rispetto a quello dello smartphone e non esistono garanzie sullo sblocco del PC al pagamento del riscatto: pagare, insomma, non serve a nulla. È un preoccupante modello di business criminale.

Abbiamo già suggerito come sbloccare uno smartphone infetto con Android e la procedura per il computer – almeno, da Windows – non dovrebbe essere troppo diversa. Programmi come quelli di Kaspersky prevedono un’infrastruttura ad hoc per prevenire il blocco del PC, ma chi non avesse installato Anti-Virus o Internet Security 2014 potrebbe provare a entrare in Modalità provvisoria all’avvio, prima d’effettuare il login, per rimuovere manualmente l’infezione da ransomware. Dopo essere entrati, il sistema operativo è subito bloccato.

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