E’ famosa, anzi arcifamosa la battaglia tra il campione mondiale di scacchi e il computer, così com’è famosa la trovata truffaldina di un giocatore di scacchi che consultava un computer nascosto in bagno per battere gli avversari.

Si sa che i programmi pensati per giocare a scacchi possono essere anche molto efficaci nel battere gli uomini. Sono stati studiati per anni e oggi potremmo addirittura definirli un caso d’eccellenza. Tanto che nel 2006, Vladimir Kamnik ha deciso di provare a barare, consultando un computer nascosto in bagno prima di muovere le pedine.

Per smascherare i bari come lui, adesso, Kenneth W. Regan dell’Università di Buffalo, ha messo a punto un software che analizza le mosse di tutti i giocatori. Con un database enorme che ha registrato tutte le partite dal Diciannovesimo secolo in poi, sono analizzate le mosse fatte dai giocatori durante una partita per capire se sono pensate dall’uomo o sfruttano il “suggerimento” di un computer.

Il modo di giocare di un software è nettamente diverso da quello di un uomo.

Un assunto che vale anche nel mondo dei cruciverba dove a vincere sono sempre gli uomini, anche se c’è un computer che li sfida. La notizia arriva dall’ideatore del cruciverba del New York Times: il suo algoritmo non riesce a battere l’uomo.