Flattr, una piattaforma per i micro-pagamenti ideata da Pete Sunde di The Pirate Bay, aveva annunciato la possibilità di guadagnare coi tweet il mese scorso: i preferiti indicati dagli utenti sui social network concorrono ad assegnare la quota mensile dei versamenti agli altri iscritti. Twitter, però, ha bloccato la novità di Flattr perché potrebbe incentivare una compravendita dei follower. Purtroppo, il fenomeno è diffuso e compromette la credibilità del portale. Può essere paragonato a quello delle firme false alle elezioni.

In realtà, quella di Twitter è una tesi pretestuosa… perché l’azienda promuove lo stesso meccanismo attribuendo un valore ai tweet: indubbiamente la strategia prevede d’ostacolare i concorrenti. Flattr è una “costola” di The Pirate Bay e non investe in pubblicità sul social network, quindi può essere bloccata senza remore in qualsiasi momento. Sunde e collaboratori rispettano la decisione di Twitter, puntando ad altri portali come YouTube o Facebook. Presto, infatti, i micro-pagamenti di Flattr raggiungeranno anche quest’ultimo.

Perché è tanto importante essere seguiti su Twitter? Chiedetelo ai pubblicitari: io ho iniziato a usare la piattaforma nel 2006 e col primo account avevo raggiunto oltre un migliaio di follower. Inutile sottolineare che non abbia guadagnato un euro dai tweet e, se ho iniziato a fare questo lavoro, è stato rispondendo a un annuncio ricevuto via RSS. Non funziona così per tutti e il mercato dei seguaci è fiorente quanto quello degli apprezzamenti su Facebook. Deprecabile, ma remunerativo. Sembra inutile cercare delle alternative.

Photo Credit: Flattr via Photo Pin (CC)