Dark Wallet è l’ultima trovata di Cody Wilson, lo studente ventiseienne che stampò la prima pistola funzionante in 3D: insieme al partner, Amir Taaki, ha inventato un portafogli irrintracciabile per Bitcoin — la moneta virtuale crittografata. Motivata da un’ideologia anarco-liberale, la coppia sostiene il diritto all’autodifesa armata (a differenza dell’ex CEO di Mozilla) e all’occultamento delle transazioni finanziarie. Dark Wallet è una nuova estensione per Chrome che ambisce a eliminare del tutto la tracciabilità di Bitcoin.

Ciò significa che i Bitcoin sono tracciabili? Sì e no, perché la valuta in sé è criptata e non associabile a un’identità o un indirizzo e-mail. Il proprietario della moneta è un hash, non un individuo, ma le autorità potrebbero comunque risalire all’estratto conto: Dark Wallet permette di crittografare anche la singola transazione, promettendo di renderla irrintracciabile. Un meccanismo che non è infallibile, però aiuta ad aumentare l’effettivo livello d’anonimato degli scambi. È una risposta definitiva alla chiusura di Mt. Gox.

Prima The Liberator, adesso Dark Wallet. Pistole e denaro irrintracciabile farebbero pensare più a un “terrorista”… che non a un liberale. A prescindere dalle ideologie, è positivo per la società che le transazioni finanziarie degli individui non siano rintracciabili? È sostenibile un mondo in cui le rendite non siano tassabili perché non pervenute? Sono soprattutto valutazioni da economista, ma anche problemi etici: l’efficacia di Bitcoin è un argomento controverso, quanto l’anonimato in rete. Dark Wallet spinge a rifletterci.

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