Il colosso di Zuckerberg ha pubblicato un manuale di 17 pagine che spiega le operazioni di filtraggio delle segnalazioni fatte dagli utenti del social network.

Ogni volta che un utente di Facebook nota delle foto volgari, dei profili che usano in modo esplicito linguaggi violenti o pubblicano foto sgradevoli, può inviare delle segnalazioni che sono prese in carico dal social network, classificate secondo delle macrocategorie e poi spedite all’azienda oDesk che si occupa della valutazione.

Facciamo qualche esempio. Nella macrocategoria Sesso e nudità sono indicate 12 situazioni che potrebbero far scattare l’allarme: l’esposizione di parti intime di bambini, foto di rapporti sessuali marcatamente violenti o ordinari. In questo caso non si possono ritrarre né i preliminari, né l’atto in sé. Sono considerati volgari anche i capezzoli, ma solo quelli femminili.

L’indagine scatta comunque e sempre se sono segnalati dei nudi infantili o dove si evidenzino delle deviazioni come il sesso bestiale, la necrofilia o la pedofilia, legati ad attività criminali.

I dubbi sorgono però se si parla di politica: non sono previste “sanzioni” per chi nega la Shoa, ma sono invece puniti i contenuti politici legati alla Turchia, come ad esempio gli attacchi ad Ataturk oppure gli inni indipendentisti del Pkk.