Scrivere un blog è una delle cose più divertenti del mondo, ma non è così semplice come sembra. Non mi riferisco tanto ai contenuti, ma alla struttura. Se non hai la passione per quello che condividi infatti non credo tu che sia molto propenso ad aprire un diario on line. Diciamo però che hai deciso di farlo: a quale piattaforma affidarsi?

Negli scorsi giorni ho avuto una bella discussione con Federico Moretti che, essendo un web designer, è ovviamente convinto della necessità di personalizzare al massimo il proprio blog, puntando su WordPress se non hai voglia di costruirtelo. Se da un punto di vista teorico sono d’accordo con lui, all’atto pratico e per esperienza mi sono convinto che gestire un sito in WordPress sia una pessima idea. Ancora ancora se lo crei con wordpress.com, ma decisamente anche con quello non credo ne valga la pena.

Il fatto è che WordPress ti costringere a gestire parecchie cose da solo, o a pagare qualcuno perché le gestisca per te. A partire dagli aggiornamenti della piattaforma per proseguire con quelli dei plugin. Per non parlare poi del fatto che i plugin migliori li devi pagare e quelli gratuiti hanno regolarmente dei limiti. Inoltre, di ogni plugin devi verificare la compatibilità con la versione di WP che stai usando.

Personalmente ha usato WordPress per parecchio tempo, così come Tumblr, e ovviamente provo ogni nuova piattaforma, come Overblog e Flazio. Oggi sinceramente consiglierei di scegliere fra tre soluzioni:

  • Tumblr con dominio personalizzato: il boom di Tumblr negli ultimi anni è innegabile ed è presto spiegato perché. È una piattaforma visuale, consente di scrivere un blog anche senza produrre regolarmente contenuti unici, ma curando i contenuti altrui e non ha alcun costo di gestione. Ci puoi anche scrivere di pugno tuo e ci sono diverse app che supportano il publishing su Tumblr, come per esempio Byword.
  • Medium: in questo caso non hai proprio la necessità di preoccuparti della piattaforma. Scrivi e basta. In inglese, se vuoi, o in italiano. O in un’altra lingua. I tuoi post li puoi poi inserire in una collezione. Non hai però un url, un sito tuo, ma solo un account su un network. Puoi avere però più visibilità e hai un ottimo sistema di statistiche a disposizione. E non hai bisogno di gestire un blog. È più che altro un posto dove raccogliere i tuoi pensieri.
  • Squarespace: questo servizio, a pagamento (da 10 dollari al mese), offre tutto. Oltre ad avere ottimi template facilmente modificabili, consente di costruire facilmente ogni pagina e dispone di tutti i plugin necessari (newsletter, calendario, gallery, video, audio, sommari, ecommerce, donazioni…). Inoltre è possibile linkare i titoli alla fonte originaria per condividere solo un commento, praticamente come fai su Tumblr. Una volta attivato il servizio ti puoi dimenticare della gestione e concentrarti sulla scrittura. Squarespace mette a disposizione tre app per iPad e iPhone (quelle per Android devono ancora essere rilasciate): scrittura di post, consultazione dei dati di traffico e visualizzazione del proprio portfolio. Unica pecca: al momento è solo in inglese. Quindi se proprio ci tieni devo correggere a mano tutti vari read more, old post e così via. Una volta però settato il tuo sito sei a posto.

Sinceramente quello che mi sento di consigliare è: sito su Squarespace, rilancio su Tumblr dei post (puntando su immagini e video) e traduzione in inglese su Medium.

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