Ormai, tutti hanno qualcosa da dire e vogliono scrivere un blog: farlo su WordPress potrebbe essere la scelta migliore… o la peggiore se non corrisponde alle proprie esigenze. Come scoprirlo ed evitare delle fastidiose perdite di tempo? Bisogna porsi degli obiettivi precisi – prima d’iniziare – e valutare i costi dell’operazione. Le funzionalità avanzate di WordPress possono servire a chiunque, a patto di saperle sfruttare, ma non è detto che siano indispensabili! Dipende tutto dalle ambizioni, dalle competenze e dall’audience.

Un social media manager e chiunque non abbia mai scritto una riga di codice, ad esempio, dovrebbe starne alla larga (o pagare profumatamente un web designer professionista). WordPress è proposto in due soluzioni: una da installare sul proprio spazio – fornito da un hosting provider – e WordPress.com, più immediata, che prevede soltanto l’iscrizione. La prima è perfetta per dei progetti editoriali di medie o grandi dimensioni, la seconda può essere più che sufficiente a un blog personale. Entrambe, però, pongono diversi problemi.

Non prendo neppure in considerazione WordPress.com perché usarlo come se fosse Tumblr comporterebbe dei costi più elevati dei potenziali benefici. WordPress è facile e rapido da installare, ma senza personalizzazioni non ha molto senso: il problema non sono i temi, bensì i plugin e le funzioni da associare al proprio blog. Un’infrastruttura adeguata, che segua le linee-guida sulla SEO e adotti un design responsivo, può richiedere mesi di lavoro ed essere comunque inutile al proprio scopo. Perché abbia effetto serve altrettanto.

WordPress è utile, ma di per sé insufficiente, a essere censiti fra i risultati di Google News e posizionarsi fra i primi sul motore di ricerca: è un CMS complesso e “pesante” che dev’essere gestito da uno o più professionisti, non da chi vuole soltanto avere visibilità. Quella può essere raggiunta anche su Twitter o usando delle piattaforme di pubblicazione meno complicate, come appunto Tumblr o tutt’al più Blogger. WordPress, già installato e configurato, è al minimo delle proprie possibilità perché richiede un grande lavoro.

Che tipo di lavoro? Beh, i contenuti devono essere anticipatamente gerarchizzati – creando categorie, etichette e pagine – per essere davvero reperibili: semplificando, WordPress è l’infrastruttura che avrebbe potuto usare Alessandro Manzoni e non Giuseppe Ungaretti. Lunghezza e quantità dei testi da pubblicare sono elementi da considerare, perché non ha senso creare un blog con la stessa complessità delle testate giornalistiche registrate e pubblicarci le fotografie delle vacanze! Esistono risorse più accessibili ed economiche.

Già immagino i commenti di chi pensa che stia vaneggiando, perché tanti hanno avuto successo installando WordPress e senza conoscere i linguaggi di programmazione per il web. Non lo nego – come può succedere creando un sito in cinque minuti – ma sono sicuro che personalizzandolo al meglio guadagnerebbero ancora di più. Non avendo alle spalle un editore, io consiglierei qualcosa di diverso: Medium è un’ottima piattaforma per cominciare e chissà che, con la popolarità, non assumiate un tecnico qualificato per migrare a WordPress.

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