Scongiurato, al momento, il problema dell’indicizzazione dei file su Mega-Search.me… i guai per Kim Schmitz o Kim Dotcom non sono affatto terminati. Ieri parlavo di “persecuzione” nei suoi confronti e gli ultimi sviluppi su Mega sembrano confermarlo: The Verge, infatti, ha pubblicato una lunga analisi della nuova piattaforma da 50Gb gratuiti, arrivando alla conclusione che non ci si possa fidare di sicurezza e longevità. Eppure, FilesTube che è stato preso come esempio non rintraccia i contenuti pubblicati dagli utenti su Mega.

FilesTube è un motore di ricerca alla The Pirate Bay come ce ne sono tanti, nonostante siano al limite della legalità o palesemente illegali. È disegnato per rintracciare film, musica, programmi e applicazioni sul web dai principali servizi di memorizzazione nella cloud e secondo The Verge avrebbe rimesso in discussione la sicurezza della piattaforma di Kim Dotcom. Peccato, però, che Mega non appaia nella lista delle fonti di FilesTube: in compenso ci sono Dropbox e MediaFire che utilizza un protocollo sicuro giusto a pagamento.

Mega ha grossi limiti, a partire dalla disponibilità esclusiva su Chrome e il progetto di realizzare applicazioni “native” soltanto per Windows e Mac OS X, ma non è meno sicuro di Dropbox. Non voglio arrivare a dire che l’unico modo per proteggere i documenti sia quello di tenerli offline (anche se ne sono abbastanza convinto), però sembra che sul web si tenda a demonizzare Kim Dotcom quando tutti i servizi di cloud storage soffrono degli stessi problemi. Continuerete a trovare software craccato online e la colpa non è di Mega.