Navigare anonimi in rete non è semplice, a prescindere dallo strumento che s’intende utilizzare per farlo: raggiungere un completo anonimato è pressoché impossibile – perché chiunque, se è intenzionato a farlo, in tempi più o meno rapidi potrebbe intercettare la posizione dell’utente e identificarlo. Tor, ad ogni modo, è una soluzione alla portata di tutti e se non sei Angela Merkel (o un terrorista) è difficile che qualcuno perda del tempo per rintracciarti. Molto sta nel capire come, quando e perché diventare anonimi sul web.

Negli ultimi giorni, la Turchia aveva bloccato l’accesso a Twitter – arrivando a inibire l’utilizzo di Google Public DNS che poteva aggirare l’ostacolo: il blocco è stato rimosso e Recep Tayyip Erdogan ha fatto marcia indietro, però Tor ha permesso ai naviganti turchi d’accedere al social network durante la censura. Com’è stato possibile? Semplicemente, sfruttando gli ExitNodes che “ingannano” i server facendo loro credere che l’utente si trovi in un altro paese del mondo occidentale come gli Stati Uniti oppure la Gran Bretagna.

Gli abusi di Tor sono condannati dalla stessa comunità open source che lo mantiene, però l’idea alla base del progetto non è soltanto l’anonimato: è soprattutto la libertà di parola che questo strumento ha garantito – soprattutto, ma non esclusivamente, via Twitter – in Siria, Libia, Egitto, Iran e Cina. Senza andare troppo sul tecnico, connettendosi a internet – attraverso i proxy di Tor – l’indirizzo IP dell’utente “rimbalza” da un server all’altro, per impedire che sia possibile risalire all’effettiva provenienza geografica.

Dove la libertà d’espressione non è – o non sembra costituire – un problema, esistono numerosi esempi d’utilizzo di Tor. Banalmente, alcuni lo usavano per accedere a Spotify quando non era disponibile in Italia e molti lo fanno tuttora (con qualche problema di velocità nella riproduzione dello streaming) su Netflix. Quanto ciò sia legale è un discorso a parte, ma è tecnicamente possibile e di seguito spiegherò come. Senza addentrarmi nel significato dei relay o nel funzionamento dei proxy, che è più complicato e non essenziale.

Il modo più semplice per navigare anonimi in rete con Tor è scaricare e installare Tor Browser Bundle – basato su Firefox – per Windows, Mac OS X o Linux a 32-bit. La configurazione guidata in pochi rapidi passaggi è completa e sicura: sono disponibili migliaia di opzioni, ma scegliendo d’usare Vidalia che non prevede un proprio browser integrato sarebbe necessario impostare manualmente alcuni parametri su Chrome, Internet Explorer, Safari (e con qualunque altro browser installato). Potendolo evitare, perché complicarsi la vita?

Accedendo a internet con Tor Browser Bundle, la navigazione è già anonima. Noi, però, vogliamo capire come superare i blocchi regionali. Bisogna solo cercare il file torrc o .torrc – che sarà in posizioni diverse a seconda del sistema operativo in uso – e impostare:

ExitNodes {us}
NoExitNodes {tr}
ScrictNodes 1

In questo modo, la localizzazione geografica della connessione sarà sempre indicata come proveniente dagli Stati Uniti (e mai dalla Turchia). Cambiando il codice delle nazioni in ExitNodes e NoExitNodes è possibile scegliere altri paesi: ScrictNodes forza l’opzione.

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