La domanda che prima o poi tutti si pongono è: come guadagna Twitter? Come li fa i soldi? E quanti ne fa? Sta già accumulando lingotti d’oro, o i soldi veri deve ancora farli?
Twitter è stato quotato in borsa, ed è partito benissimo, ma per molti utenti non è ancora chiaro come faccia materialmente a guadagnare.

Su Facebook le cose sono abbastanza evidenti: pubblicità, post e account sponsorizzati li vediamo tutti in ogni momento.
Quello che forse molti ignorano è il microtargeting: se vuoi pagare per un annuncio, Facebook ti mette a disposizione i dati sugli utenti, per farti selezionare il pubblico e i tuoi potenziali clienti. Età, interessi, geolocalizzazione, ecc: tutte informazioni e Mi Piace che gli utenti inseriscono così, per gioco, e che invece rappresentano il core business del social.
Le pubblicità che vedete su Facebook sono modellate su di voi, e questo vale un sacco di soldi.

E invece come guadagna Twitter?
Ovviamente, con i tweet sponsorizzati, che tutti vediamo nella timeline; stabilisci un minimo di spesa, e poi paghi in base all’engagement, cioè alle interazioni ricevute (retweet, stelline, commenti e nuovi followers), quindi la cifra può salire facilmente.
Inoltre, Twitter guadagna con gli account sponsorizzati, cioè gli account consigliati nel riquadro “chi seguire”; chi paga di più, viene consigliato per il follow.
Altra fonte di guadagno sono gli hashtag sponsorizzati, che ogni tanto vediamo nei trend topic, e quelli costano veramente tanto. È difficile trovare dati precisi, ma quello che è certo è che non sono alla portata dell’utente comune, solo delle aziende disposte a spenderci su.

Infine – e questa è la miniera d’oro del social network – Twitter sta guadagnando vendendo i dati delle conversazioni alle società di analisi, soprattutto i dati degli utenti legati all’attività di live twitting, un settore in espansione.
È evidente, infatti, che la vera potenzialità di Twitter rispetto agli altri social è la praticità d’uso per qualsiasi live twitting: se c’è un evento importante, questo viene commentato soprattutto su Twitter, che è praticamente fatto apposta per questo, e per avere tutti i dati di quelle conversazioni le aziende sono disposte a pagare bene.

In ogni caso, anche se è stato quotato in borsa ed è partito alla grande, Twitter ha appena iniziato a fare i soldi veri. La quotazione in borsa riguarda il suo valore, ma i veri profitti di Twitter, stando agli analisti, arriveranno verso il 2015-2016.
Nel frattempo, terremo d’occhio la bolla del social, o presunta tale.