Sono piccoli, numerosi e incontenibili. Sembrano teneri e pacioccosi, ma se fai la cosa sbagliata possono trasformarsi in mostriciattoli assetati di sangue. Sto forse parlando dei Gremlins del celebre film di Natale anni ‘80?
Magari, perché almeno quelli avevano un punto debole: la luce. Questi invece sono invincibili di giorno come di notte, hanno colonizzato i social network e li rivendicano nel nome degli Uan Daireccio.
Si, avete capito: sono i bimbiminchia.

Prima di parlare di loro, non dimentichiamo le buone maniere. Il termine bimbiminchia è piuttosto offensivo nei confronti di quei giovanissimi utenti che ogni giorno condividono con il resto del mondo la social experience. Per questo motivo, mi rivolgerò a loro utilizzando un sobrio e innocente acronimo: Ponderati Imberbi Alquanto Gradevoli e Affabili, o P.I.A.G.A.

Come molti sanno, la P.I.A.G.A. è la comunità di utenti più giovani e attivi del social network. I ritmi della loro vita sono scanditi da precise ritualità legate alla loro religione, distribuite nell’arco della giornata. Tutte le mattine ogni membro della P.I.A.G.A. si alza e ringrazia il suo idolo musicale di esistere, di essere così bello e perfetto, e di cantare cose così meravigliose. Al tramonto è buona usanza linkare un video del proprio idolo per simboleggiare la stella che, alla faccia delle tenebre, non tramonterà mai.
I Beatles si sono sciolti, i Pink Floyd tengono l’anima con i denti, ma gli One Direction dureranno per sempre.

Ma chi sono le divinità adorate dalla P.I.A.G.A.? Il loro pantheon è complesso: Justin Bieber, One Direction, Selena Gomez, Miley Cyrus (alcuni dicono che quest’ultima sia anche Hannah Montana, ma è solo perché nessuno le ha mai viste insieme nella stessa stanza), Demi Lovato, Taylor Swift, e per l’elite più raffinata della P.I.A.G.A. ricordiamo Ed Sheeran e Lana Del Rey. Inoltre, per la serie a volte ritornano, non dobbiamo sottovalutare i Jonas Brothers e Katy Perry.

La preghiera preferita da tutta la P.I.A.G.A. al completo è l’hashtag: ogni giorno i nostri simpatici sbarbatelli inventano migliaia di esortazioni e lodi ai loro idoli, monopolizzando senza speranza i trend topic di Twitter.
La loro tattica è infallibile: a decine di milioni, in tutto il mondo e senza ritegno alcuno, twittano l’hashtag a ripetizione, mettendo un numero progressivo alla fine del tweet, per far credere all’algoritmo di controllo di Twitter che quello sia davvero l’argomento più ricorrente e importante della giornata.

Con questa tecnica, in effetti, la P.I.A.G.A. potrebbe tranquillamente riuscire a mantenere in testa ai trend topic #LiamNonPiangere anche durante lo scoppio della Terza Guerra Mondiale.
La domanda è: perché Twitter permette tutto questo? Non doveva essere il social dell’informazione e del giornalismo 2.0? Un filtro che distingua gli hashtag decenti da quelli della P.I.A.G.A. non è difficile da realizzare, eppure il buon Jack Dorsey non osa nemmeno provarci, e il motivo è ovvio: se consideriamo solo il seguito di Justin Bieber, stiamo già parlando di una P.I.A.G.A da 30 milioni di followers, e quale social direbbe di no a decine di milioni di giovini, brufolosi e attivissimi utenti?

Infine, i membri della P.I.A.G.A. sono noti per essere un tantino suscettibili. Il social è il loro territorio, lo hanno conquistato e se lo vogliono tenere, perché ne hanno bisogno per chiedere duecento volte al minuto al loro idolo di seguirli o retwittarli.
La loro beata innocenza e la loro ardente devozione non deve assolutamente essere oggetto di scherno, altrimenti puniranno il malcapitato tutti insieme all’unisono con uno tsunami di insulti, maledizioni e bestemmie, con il CAPS rigorosamente inserito. Con una semplice chiamata a raccolta (GUARDATE KOSA SKRIVONO QUA DELLE NUOVE FORCINE X KAPELLI DI JUSTIN!!1!1!!), sono capaci di mandarti in crash l’applicazione di Twitter in pochi minuti.

In effetti, è abbastanza improbabile che tu, gentile lettore, sia riuscito ad arrivare alla fine di questo post, o anche solo ad aprire la pagina, perché stiamo già subendo l’ira funesta della P.I.A.G.A., siamo sommersi da una tempesta ormonale di punti esclamativi, e tra pochi secondi il server di Leonardo brucerà nel fuoco adolescenziale della purificazione.
È stato bello scriverti. Addio.