Partendo dalle discussioni sorte ieri su Twitter, ripropongo qui le grandi questioni del momento, con i relativi approfondimenti.
Se le twitstar twittano tutto il giorno, come fanno a mantenersi? Lavorano? Non lavorano? I retweet si possono mangiare? Le stelline si possono usare al posto delle lampadine per risparmiare sui consumi? E le twitstar prendono pensioni da falsi invalidi o da veri pazzi? Twittano da sotto un ponte o hanno sposato un miliardario? Sono riuniti in una massoneria, in una casta e Travaglio sta per scriverci un libro? O semplicemente hanno bisogno di aiuto per uscire dal tunnel di Twitter? Ma le twitstar sognano pecore elettriche? Sono umani, o sono software? E se sono software, come si riproducono? Si fidanzano con i bot? Per il sesso virtuale, che antivirus usano? Le twitstar si misurano il Klout con il righello? Ma le dimensioni del Klout sono importanti, o conta come uno lo usa?

La questione è lunga e complessa, ma andiamo al sodo.
Lungi da me vantarmi di essere una twitstar, ma il fatto è che mi sono ritrovato ad esserlo, e la faccenda è banalmente matematica. Se per una qualche ragione, per una botta di fortuna, per meriti oggettivi, per miracolo, uno accumula parecchi followers, succede che il cambiamento quantitativo diventa un cambiamento qualitatvo (Hegel docet).

Da pirla che scrive sciocchezze, battutine e aforismi, ti ritrovi a essere – anche solo per una questione di numeri – un mezzo influencer, o un influencer vero, anche se non hai mai cercato di esserlo e quando hai iniziato non avevi la minima idea di che cosa fosse un Klout.
Questa cosa di essere famoso su Twitter, che nella tua vita reale conta come esser ricchi a Monopoli (cit.), crea strane credenze e miti intorno alla tua persona.
Cogliamo dunque l’occasione per sfatare alcuni miti delle twitstar.

LA TWITSTAR È UNO CHE HA FATTO I SOLDI CON TWITTER
Vero. Nella fattispecie, una quantità di soldi pari a un cavolo.
Nemmeno Twitter ha fatto i soldi con Twitter, o almeno i soldi veri ha appena iniziato a farli. Figuriamoci le twitstar. Guadagnare un centinaio di euro al mese perché scrivi da qualche parte è l’equivalente di fare il cameriere nel weekend. Anzi, facendo il cameriere guadagni di più (a proposito, se vi serve un cameriere…).
Twitter non fa guadagnare un centesimo ‘direttamente’. Al massimo può fornire un po’ di visibilità utile per trovare qualche lavoro in cui si guadagna poco o, se sei fortunato, abbastanza, ma oltre la mera visibilità, come in ogni altra situazione, ci sei solo tu, con le tue abilità e il tuo curriculum.

LA TWITSTAR NON FA NIENTE TUTTO IL GIORNO
Magari. La realtà è che dobbiamo mantenere sia noi che la nostra tossicodipendenza, perché siamo drogati di internet, di scrittura, di social network e spesso di (costosa) tecnologia. I gusti son gusti.
In ogni caso, ve lo garantisco, le twitstar si fanno il mazzo come i mortali, e se non si lamentano, e non parlano di sbattimento, di lavoro, di ufficio e di stress come tutti gli altri, è perché ritengono di avere argomenti migliori da condividere con il prossimo.

LE TWITSTAR PARLANO SOLO FRA DI LORO E NON RISPONDONO A NESSUNO
Falso. Ad esempio, spesso io non rispondo nemmeno alle twitstar.
Una twitstar che si ritrova menzioni e richieste, se non è completamente asociale, cerca di rispondere a quante più persone possibili, perché gli va, perché si diverte, perché il social si usa così.
Il problema è che le twitstar usano i computer, ma non sono computer, e ve lo dico con grigia esattezza scientifica: superato un certo numero di followers, è matematicamente impossibile riuscire a rispondere a tutti, e superato un certo livello di rancore, cattiveria gratuita e rosicamento infantile da parte di certi utenti, è matematicamente impossibile aver voglia di rispondergli.

LA TWITSTAR È UNO CHE CREDE DI ESSERE UN VIP
Falso, o almeno spero che lo sia.
La twitstar, fondamentalmente, è un individuo pazzoide e irresponsabile che gioca con i suoi grandi numeri e si diverte così. Giusto ieri sera, con l’aiuto di qualche followers di buona volontà, mi sono divertito a tradurre un mio tweet satirico nei confronti del presidente Putin in tutte le lingue del mondo, anche in russo. Se l’avesse fatto, che so, Fiorello, oggi ne parlerebbero tutti.
Piuttosto, sono gli altri utenti che scambiano la twitstar per vip; in particolar modo, sono i rosiconi che vedono le twitstar come se fossero vip, e così facendo le rendono tali. Forse perché loro, i rosiconi, se avessero tanti followers, e un Klout grande così, si monterebbero la testa e si sentirebbero vip, ed è proprio questo il motivo per cui loro, i rosiconi, non hanno tanti followers. E rosicano.

Ora scusate, ma devo andare a misurarmi il Klout.
Con una fettuccia autostradale.