Uno dei problemi di fare il freelance è che devi ottimizzare tutto. È un concetto piuttosto semplice: quello che produci dipende dalle materie prime che hai a disposizione e nel caso dei freelance la materia prima fondamentale è il tempo. Un freelance non scala, perché il prodotto che distribuisce è necessariamente legato alla quantità di tempo che ha a disposizione.

Ipotizziamo di aver saturato la risorsa primaria: come fare a guadagnare di più se non abbiamo tempo per prendere nuovi clienti? Ci sono solo poche soluzioni:

  • ottimizzare i processi di produzione per liberare del tempo da investire su nuovi progetti;
  • comprare del tempo, ossia investire del denaro in servizi che ci permettono di risparmiare tempo;
  • rendere maggiormente produttiva la macchina che processa la materia prima e la trasforma in prodotto, cioè il nostro corpo.

Ho già trattato in passato dei trucchi per freelance concentrandomi sui processi e i servizi, mentre sulla gestione del sonno ci ha dato qualche consiglio Marco Usai. Qui di seguito ecco qualche consiglio legato alla gestione del proprio corpo, ripresi da un post su Life Hack di Anthony Chatfield e confermati dalla mia personale esperienza.

Lavorare di meno. Per assurdo che vi possa sembrare, il diminuire in partenza le ore di lavoro che programmate vi costringerà a ottimizzare il tempo che avete a disposizione. Per misurare la vostra produttività sulla base del tempo investito potete usare Rescue Time.

Staccare durante il week end. È la coda più difficile, ma già tenere chiuso il computer nel fine settimana vi permetterà di recuperare più energie. Se poi bloccate le notifiche dei social e vi limitate a consultarli ogni tanto, il vostro cervello eviterà di essere permanentemente sotto stress.

Mezza giornata di aggiornamento. Una volta alla settimana, fissate voi il giorno, dedicate una mattina o un pomeriggio all’aggiornamento professionale. Possibilmente leggendo un libro al parco. Se non sapete che leggere, date un occhio alla mia #geekreadinglist.

Cambiare abitudini. Registrare per qualche settimana le vostre abitudini. E poi cercate di capire perché fate delle cose, durante la giornata, che non hanno strettamente a che fare con il lavoro. Sostituitele con delle piccole attenzioni al vostro corpo, per esempio con cinque minuti di stretching ogni volta che finite un task, prepararvi una spremuta, mangiare uno yogurt o fare due passi all’aria aperta.

Pensate a quello che fate una volta alla settimana. Prendetevi un’ora alla settimana per esaminare quello che avete fatto e chiedervi se potevate farlo meglio. Individuate quando e perché avete perso tempo. Durante il resto della settimana, lavorate senza farvi domande.

Godetevi la pigrizia. Ci sono momenti che non avete proprio voglia di lavorare. In quei momenti rischiate di ciondolare davanti al computer, aprire Facebook, navigare qui e là. Individuate uno strumento per gestire i momenti di pigrizia. Per esempio potete scaricare il Moodfix per il pisolino e in quei momenti in cui non avete voglia di fare nulla sedervi sul divano e godervi cinque minuti di buona musica.

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